Fabbri (consigliere regionale M5S) sulla Fano-Urbino: “Ripristino della ferrovia, altro che ciclabile…”

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Fano-Urbino: Ferrovia o ciclabile? Il consigliere regionale Andrea Biancani continua a sprecare soldi pubblici nell’assurdo progetto di riconvertire in pista ciclabile una ferrovia strategica, in quanto, a corto di fantasia, non è riuscito a trovare di meglio per nascondere il vero intento strategico dell’intera operazione: portare le acque minerali profonde del pozzo Burano di Cagli direttamente a Pesaro, tramite un acquedotto che, passando sul corridoio ferroviario, costi molto meno rispetto ad un tracciato alternativo. Addirittura il tutto potrebbe essere “regalato” da Marche Multiservizi (sempre con i soldi delle nostre bollette). Ad ogni cittadino di buon senso salta all’occhio che in chiave strategica, per una mobilità eco-sostenibile che contribuisca ad ostacolare i disastrosi cambiamenti climatici, il trasporto pubblico su gomma lungo la Valle del Metauro debba essere sostituito da quello su rotaia (già esistente), infatti in questo senso si muovono tutte le politiche statali (europee e mondiali) sulla mobilità. Con soli 90 milioni di euro si potrebbero ripristinare quasi 50 km di ferrovia tra Fano e Urbino: un costo modesto rispetto ai tipici investimenti stradali, basti pensare che una sola circonvallazione della E78 Fano-Grosseto (ad esempio per il paese di Urbania o Sant’Angelo) costerebbe oltre 100 milioni, per una lunghezza di solo qualche km. Per avvicinarsi a questo obiettivo, con un investimento stimato di circa 34 milioni, sarebbe possibile ripristinare la linea ad uso storico-turistico (previsto anche dalla normativa nazionale) come fatto per numerose tratte italiane ed estere con notevole successo economico; il primo immediato passo è quello di sperimentare un tratto con circolazione di bici-treni o ferrocicli, come giustamente richiesto dal Comune di Fossombrone, con un investimento veramente contenuto di 50 mila euro. Invece, con la miopia tipica della classe politica piddina, Biancani si affanna ad ipotizzare nutrite (ed inverosimili) schiere di ciclisti intubati lungo un percorso obbligato, in salita, lungo 50 km, privo di ogni attrattiva tecnico-ambientale richiesta da questa tipologia di fruitori.

Nello stesso percorso Fano-Urbino ed allo stesso costo è possibile realizzare una pista ciclabile che risalga la Valle del Metauro, ondeggiando tra fiume, zone ripariali, boschetti, casolari, punti ristoro, aree ricreative, ecc.. facilmente e spontaneamente realizzabili lungo un percorso articolato e già individuabile nell’esistente rete di strade vicinali, salvaguardando, di converso, il vero valore strategico dell’infrastruttura ferroviaria. I sindaci interessati dai distinti percorsi ferroviario e ciclabile ed i cittadini dell’entroterra (a cui stanno a cuore le ricchezze naturali come l’acqua minerale ed una mobilità realmente funzionale e sostenibile, non di facciata) non si faranno certamente ammaliare dal fantasioso filmato promozionale pagato con soldi pubblici regionali, ben consapevoli dell’importanza di riutilizzare una infrastruttura strategica (la ferrovia) per il vero ed utile scopo per la quale è stata realizzata, senza svilirne la destinazione e piegarsi agli interessi esclusivi ed escludenti della costa.

Piergiorgio Fabbri - Consigliere Regionale M5S Marche
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