Battistini (presidente Ordine dei medici): “Sì a un ospedale d’eccellenza, non a Muraglia”

Tratto dall’ultimo numero di Flaminia & Dintorni – ottobre 2018

Faccia a faccia con il presidente dell’Ordine dei medici Paolo Maria Battistini: “Non si possono negare a intere popolazioni dell’entroterra i più elementari servizi”

A colloquio col presidente dell’Ordine e medico di medicina generale dottor Paolo Maria Battistini. Sotto la lente il ruolo dei medici di famiglia della provincia dopo l’accordo raggiunto fra Regioni e sindacati di categoria, ovvero la base per la nuova convenzione della medicina generale. “Il primo punto è il ricambio generazionale. E’ già da un paio d’anni la mia denuncia che a breve non ci saranno più medici di famiglia a sufficienza. Per questo è stato deciso di abbreviare il percorso formativo. E’ poi appena giunta la notizia dal nuovo Ministro della Salute del Governo e del raddoppio delle borse per il corso di medicina generale: ciò significa che quest’anno la nostra regione potrà iscrivere circa 50 medici. E’ stato inoltre raggiunto un accordo su un miglioramento dell’assistenza territoriale, per cui i medici di famiglia adeguatamente formati dovrebbero (d’obbligo il condizionale) essere dotati di strumentazioni come elettrocardiografi, ecografi e spirometri in modo da fare veramente da filtro al pronto soccorso ora affollato per accessi impropri. In più il medico di base avrà un ruolo sempre più importante sulla gestione della cronicità. Sono da tutti risapute le difficoltà nel lasciare ricoverato un paziente anziano per più giorni in ospedale. E allora si dovrà cercare di ampliare l’assistenza domiciliare programmata e integrata. Va ricordato che è stato finalmente raggiunto l’accordo per il rinnovo del contratto fermo ormai da quasi 10 anni”. Si parla continuamente dei vaccini, cosa ne pensano i medici di famiglia? “E’ scientificamente provato che i vaccini sono stati e sono fondamentali per la scomparsa di importanti malattie. Su quest’argomento sono in sintonia con il precedente Ministro Lorenzin che aveva reso obbligatorie alcune tipologie di vaccinazioni”. Cosa pensa sul malcontento dei medici dell’entroterra per la presenza di ambulanze non medicalizzate? “Il servizio è gravemente carente. Sulle ambulanze dovrebbe essere presente, anche se non specializzato per l’emergenza urgenza, almeno un medico formato per questo tipo di intervento. Mi risulta invece che spesso fanno salire medici ancora inesperti e che addirittura a volte, per cause di gravi carenze, vengono attivati medici di continuità assistenziale dal personale del 118”. Quale giudizio sulle cure intermedie? “Non ho mai creduto e spesso ripetuto, che il medico di medicina generale possa gestire il proprio paziente in post acuzie nei reparti di cure intermedie. E’ stato un modo di dare un contentino ai cittadini che si sono trovati d’improvviso senza ospedale. Difatti su 170 medici della nostra area vasta solo 5 hanno dato disponibilità. Ho comunque verificato che grazie ai giovani medici le cure intermedie funzionano ed è solo per questo che la Fimmg ha siglato quest’accordo in Regione”. Sulla chiusura degli ospedali dell’entroterra? “In sintonia col consiglio dell’Ordine e degli odontoiatri che presiedo ormai da 4 anni, ho sempre affermato che la decisione di un ospedale d’eccellenza con tutte le specialità e con i medici che non debbano correre tra Fano e Pesaro per raggiungere un duplice posto di lavoro, sia sicuramente condivisibile. Sarebbe stato opportuno un altro sito più vicino per i cittadini delle zone periferiche. E chiaro che gli ospedali e i pazienti dell’entroterra andavano trattati meglio. A questo punto è anacronistico e contrario a qualsiasi forma gestionale della sanità fare battaglie per riportare gli ospedali come un tempo, però una soluzione intermedia la si poteva trovare senza privare intere popolazioni dei più elementari servizi sanitari”.