Urbino, proposta di legge regionale sull’industria, Traversini: “Le imprese devono cogliere la sfida dell’innovazione per non uscire dal mercato”

“La crisi economica globale che ha colpito duramente anche il nostro territorio e contemporaneamente un contesto in cui la tecnologia è in continua evoluzione non possono che imporre una trasformazione delle imprese tradizionali, del loro modo di produrre. Queste devono cogliere la sfida dell’innovazione, integrando le tecnologie digitali ed Internet nei loro processi industriali se non vogliono essere espulse dal mercato ed essere competitive a livello mondiale” ha affermato il presidente della commissione Sviluppo economico, Gino Traversini. Tracciare una “via marchigiana” all’Industria 4.0, per segnare il progresso e la crescita dei distretti industriali e definire lo sviluppo della “fabbrica intelligente”. È l’obiettivo principale della proposta di legge regionale 150 sulla “Industria 4.0: innovazione, ricerca e formazione”. La pdl è stata presentata ed illustrata l’altro ieri alla Sala degli Incisori del Collegio Raffaello di Urbino in un’iniziativa pubblica promossa dal gruppo Pd Marche del Consiglio regionale, dal Pd di Urbino e da quello provinciale. La pdl, che si sviluppa in 15 articoli, introduce il Piano straordinario (su programmazione almeno triennale) Industria 4.0 che mira innanzitutto allo sviluppo della manifattura innovativa e dell’artigianato digitale che vedono l’inserimento nel sistema produttivo delle tecnologie e dei sistemi digitali più avanzati, dall’Information and Communication Technology (ICT) alle Key Enabling Technologies (KEY) fino all’Internet of Things (IoT). Concetti non solo affermati sulla carta, ma per l’implementazione dei quali la Regione, anche attraverso la proposta di legge 150, prevede misure di attuazione e strumenti d’intervento atti a promuovere e favorire il processo, con incentivi, investimenti ed agevolazioni, anche fiscali, per sostenere una trasformazione epocale – non a caso si parla di “Quarta rivoluzione industriale” -, imprescindibile ed inderogabile per assicurare la crescita economica del territorio marchigiano. La legge sarà finanziata nel triennio 2017-2019 con 13,2 milioni tra risorse statali, regionali proprie, regionali vincolate e risorse comunitarie. Un cambiamento “che va accompagnato anche per il forte impatto sociale che avrà, radicando nella società il dilagante l’utilizzo degli apparati smart, anche rispetto all’occupazione – sottolinea Fabio Urbinati, relatore di maggioranza della pdl e capogruppo in Consiglio regionale -. La nuova fabbrica intelligente avrà bisogno sia di nuove professionalità in grado di condurre la digitalizzazione dell’impresa sia di manodopera qualificata e riqualificata, che sappia utilizzare nuovi strumenti e linguaggi: stampanti 3D, robot, nuove interfacce, affinché si possa realizzare senza fratture quell’integrazione tra persone, macchine ed oggetti che è alla base di questa quarta rivoluzione industriale”. Non solo corsi di formazione e tirocini, la legge prevede anche la promozione di Hub digitali, FamLab e Academy aziendali che permettano di sviluppare idee e prodotti nuovi. Una strategia, quella volta all’affermazione dell’Industria 4.0, avviata sin da subito da questa amministrazione regionale. Ne è dimostrazione, ad esempio, il bando “Manifattura e lavoro 4.0” – pubblicato lo scorso 8 settembre e chiusosi a febbraio 2018 – che prevede la concessione di contributi in conto capitale alle micro, piccole e medie imprese (Mpmi) manifatturiere marchigiane, ricordato dall’assessora all’Industria ed all’Artigianato Manuela Bora. Per il bando sono stati stanziati 9 milioni, più ulteriori 2 milioni derivanti dal Fse. Sono state 107 le domande arrivate, per 11 milioni di contributi richiesti e per investimenti complessivi previsti per quasi 35 milioni. “Questo è solo uno dei tanti interventi messi in campo per vincere le principali sfide della quarta rivouzione industriale. Sfide che vanno affrontate in maniera sistematica – le parole dell’assessora Bora -, a partire da quella dell’occupazione, con il delicato problema della riconversione di molte figure professionali”. L’assessora ha ricordato anche la necessità “per la moltitudine di Pmi che caratterizzano il nostro territorio di avere adeguate risorse finanziarie per poter fare il salto tecnologico. Occorre quindi favorire l’aggregazione di risorse sia pubbliche sia private per agevolare tale transizione, anche promuovendo un mercato alternativo dei capitali”. Bora non ha mancato di sottolineare l’opportunità che in questo quadro di sviluppo rappresenta la Silver Economy: ovvero le tecnologie applicate all’invecchiamento attivo, alla salute ed al benessere della popolazione anziana “un settore nel quale è evidente il potenziale di convergenza con l’Industria 4.0 e sul quale la Regione Marche è da tempo impegnata”.

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