Fossombrone: la Rems va demolita ma la questione rimane controversa

FOSSOMBRONE <<La Rems a Fossombrone deve essere demolita – commenta Marco Bartoli presidente del Comitato a Difesa dei Diritti –  ci è stata notificata l’ordinanza emessa dal dirigente del settore urbanistica del Comune nei confronti di Asur Marche – Area Vasta nr. 1, che dovrà provvedere al ripristino dello stato originario dei luoghi entro 90 giorni, pena l’acquisizione del bene al patrimonio comunale. Si tratta di una grande vittoria dei cittadini e della comunità, ottenuta grazie a determinazione, unità, preparazione tecnica e giuridica che ci ha visto portare avanti solo nell’ultimo anno, come Comitato insieme ai cittadini forsempronesi e ai residenti nel quartiere Borgo Sant’Antonio, un’azione civile e ben due esposti penali>>. Situazione complessa quella che adesso si prospetta. L’Asur ha già preannunciato che in caso di ordinanza di demolizione si sarebbe vista costretta alla rivalsa che in termini monetari si conferma molto consistente, oltre 2 milioni di euro. Cosa succederà. Il sindaco di Fossombrone Gabriele Bonci scrive che <<gli studi ed i rilievi effettuati dal settore urbanistica su incarico della Procura della Repubblica di Urbino in collaborazione con gli enti preposti alla tutela del fiume, hanno ulteriormente confermato che la Rems ricade interamente all’interno della fascia di rispetto di 150 metri dalla sponda del fiume Metauro. Insieme ai titoli edilizi il Comune, all’epoca, avrebbe dovuto rilasciare l’autorizzazione paesaggistica, la cui mancanza è l’elemento su cui è basata l’ordinanza di demolizione e di ripristino dello stato dei luoghi. Per intenderci è lo stesso vincolo che non è stato rispettato nel caso dell’ubicazione e della costruzione della casetta di legno della nonnina di Fiastra salita alla ribalta delle cronache negli ultimi mesi, e che ha portato allo sfratto della signora>>. Aggiunge il sindaco: <<Per concludere voglio sottolineare come contrariamente a quanto in tanti affermavano, che la nostra battaglia contro la Rems fosse solo propaganda elettorale perché in realtà era tutto regolare, questa è la prova concreta che di regolare invece c’è ben poco, e la nostra amministrazione non ha mai esitato né mai esiterà a prendere i dovuti provvedimenti in caso di irregolarità. Ai comitati diciamo che forse piuttosto che diffidare in Procura la nostra amministrazione ed i nostri dipendenti potevano attivarsi prima, visto che già dal 2013 si parla di Rems a Fossombrone, e non aspettare il 7 giugno 2016 per effettuare il primo accesso agli atti inerente a tale questione. La data coincide con l’insediamento della nostra amministrazione. Una raccolta di firme tempestiva in tempi non sospetti avrebbe potuto spingere l’opinione pubblica e la precedente amministrazione a prendere una posizione diversa>>.