Entroterra, piccoli don Chisciotte fanno muro per difendere la salute e il bene comune

Foto di Federica Pierotti

Alcuni giorni fa un caro amico ambientalista, mi esprimeva la sua amarezza e il suo struggente avvilimento: “Tanto non riusciremo a far niente, loro son i poteri forti”. Nel rispondergli in privato, mi sono permesso di citargli, due interventi riusciti perché mossi da alcune linee comuni: essere in rete, perché se da soli si fa prima, in tanti si fa meglio; non demordere, non avvilirsi alla prima risposta negativa; nessuno è profeta in patria e quindi occorre collaborare anche con altri anche di altre città e con chi condivide lo stesso tuo problema; battersi sin da subito, senza aspettare le approvazioni e l’inizio dei lavori, è la cosa che può facilitare il risultato. Vediamo i fatti. A luglio 2016 veniamo a conoscenza dal BUR Regione Umbria della possibile realizzazione di un parco eolico sulle Fienaie direttamente a confine con Mercatello sul Metauro. Si tratta di 4 aeromotori di 3,3 megawatt MW ciascuno con una colonna di  84 metri e pale di 56 metri di lunghezza. Il crinale appenninico è una particolare biotopo, ricco di biodiversità specifiche, tale da richiedere la valutazione ambientale VIA, la quale a sua volta prevede che tutta la documentazione sia pubblicata nello spazio web della regione. Di questa però la regione Umbria non ha dato alcuna pubblicità. Ci siamo quindi appellati alla trasparenza, alla dovuta pubblicazione prevista dalla VIA e abbiamo incominciato a scrivere ai vari responsabili chiedendo risposte e diffidando. Il GRIG, Italia Nostra, gli ambientalisti di Apecchio, il M5S Umbro, Lupus in Fabula, WWF Marche, tutti uniti nel dimostrare le evidenti mancanze della regione Umbria, fino a scrivere all’autorità anticorruzione ANAC. Mancava perfino la comunicazione, dovuta per legge, agli espropriati dei terreni da questi impianti. “Quando siamo saliti abbiamo trovato sempre chiuso” i progettisti dichiaravano di un agriturismo funzionante ed efficiente, compromesso da una pala lì vicinissima.

Con una determina del 7 novembre 2017 pubblicata sul BUR Umbria si sostiene: “il progetto opera incidenze significative sull’area sensibile “alto Bacino Torrente Lama”, “le procedure di valutazione devono essere effettuate d’intesa tra le Autorità competenti delle due Regioni”, col parere negativo del comune di Città di Castello, Provincia di Perugia, Regione Marche, Ministero dei beni culturali, il dirigente  “pronuncia… un giudizio NON favorevole in ordine alla compatibilità ambientale del Progetto: “IMPIANTO EOLICO CIMA LE FIENAIE”.

Vediamo il secondo caso. Il Gruppo di acquisto solidale GAS di Arcevia AN, si interessa da diversi mesi dell’uso di fitofarmaci in agricoltura ed in particolare dei residui di questi negli alimenti e nell’acqua potabile. Si chiedono se esistono normative che possono bloccarli: le leggi regionali Marche, dell’1988 che li vieta nei centri abitati e aree pubbliche, del 2012 sulla tutela delle api che vieta l’irrorazione durante la fioritura. Nel frattempo lo IARC di Lione una agenzia internazionale di ricerca sul cancro, classifica il glyfosate un disseccante abbondantemente usato in agricoltura quale “probabilmente cancerogeno” e dopo una accesa diatriba con raccolta di firme, pressioni dai produttori, la UE pensa di vietarlo definitivamente nel 2022. Gli ambientalisti di Cagli riescono a far approvare alla Provincia una modifica al Regolamento Rurale che se fatta proprio dai singoli comuni, riuscirà a bloccare l’uso di questi prodotti. Eppure l’Anas continua ad irrorare i lati delle carreggiate di altri prodotti simili che hanno lo stesso effetto disseccante e che sono estremamente pericolosi per l’ambiente acquatico. Ecco che il gruppo GAS di Arcevia chiede al sindaco, all’Asur, all’ARPAM, al gestore acque Multiservizi, di poter avere e di pubblicare le analisi delle acque potabili, visto che tali competenze sono distribuite fra loro. Tale pubblicazione era già prevista da una norma del 2005 sulle informazioni ambientali, ma pochi erano i comuni a farlo e non certamente gli altri enti preposti. Dietro formale richiesta l’ASR Marche, che non brilla certamente di trasparenza, basta vedere i rispettivi spazi web utilizzati, scrive: “Per quanto riguarda invece la pubblicazione dei risultati delle analisi eseguite sulle acque potabili… sono in corso avanzate fasi applicative, che troveranno attuazione in tempi brevi nella pubblicazione degli stessi nel portale internet “VeSA Marche”.  Anche il sindaco di Arcevia sta pubblicando le analisi dell’acqua potabile e presto ci sarà un incontro allargato ai sindaci della zona del Cesano, per parlare delle problematiche qui accennate. Risultati che vedono i cittadini, piccoli don Chisciotte, riunirsi e fare muro per difendere la salute e il bene comune.

(Peppe Dini) da peppedini@educambiente.it