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La carenza di energia minaccia 370.000 posti di lavoro in Italia entro giugno 2023

(Aggiornato con la firma del decreto per la riduzione dei consumi)

ROMA, 25 ago L’aumento dei prezzi dell’energia ha messo a rischio 120mila imprese e 370mila posti di lavoro in Italia.

La conferenza ha stimato che la spesa energetica del terziario sarà di 33.000 milioni nel 2022, triplicata nel 2021 (11.000 milioni) e doppia nel 2019 (14.900 milioni), con il retail e la ristorazione i più penalizzati. , alberghi e trasporti, questi ultimi principalmente a causa dell’aumento dei prezzi dei carburanti.

Confcommercio ha sostenuto che il nuovo governo italiano uscito dal referendum del 25 settembre deve affrontare il problema e approvare un tetto sociale sui prezzi del gas tra ventisette persone per “ridurre drasticamente i costi energetici”. Tutte le aziende, non solo quelle elettro-intensive.

Altrimenti, corriamo il rischio di vanificare la ripresa economica degli ultimi mesi dopo la pandemia di coronavirus, ha affermato.

Il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, ha approvato questo giovedì un nuovo decreto che incoraggia gli investimenti industriali volti a ridurre i consumi energetici almeno del 40% o almeno del 20%.

Il decreto stanzia 2.000 milioni di euro dal Fondo Sviluppo e Integrazione (2021-2027) per finanziare 101 ulteriori progetti, di cui l’80% nelle regioni meridionali e il 20% nel centro-nord del Paese.

40 milioni nel 2022, 400 milioni nel 2023, 12 milioni ogni anno dal 2024 al 2030, la cifra già approvata dal governo di Mario Draghi con l’obiettivo di aprire più progetti. EFE

lsc/jac