Terre Roveresche, quale patrono? La proposta di un barchiese: “Sant’Ubaldo e vi spiego perché”

In merito al vostro servizio sul santo protettore di Terre Roveresche credo che non potrà che essere Sant’Ubaldo (Gubbio, 1085 – Gubbio16 maggio 1160) e questo per almeno 4 valide ragioni che mi accingo ad esporre:

  1. Si è voluto chiamare il nuovo comune Terre Roveresche in omaggio ai Della Rovere, duchi di Urbino, che tanto fecero per il nostro territorio. Sant’Ubaldo era il protettore dei Della Rovere e, prima ancora, dei loro antenati Montefeltro. I duchi di Urbino furono sempre devotissimi al santo di Gubbio. A lui si rivolsero nei momenti in cui le casate sembravano dover finire per mancanza di figli maschi: dopo aver ottenuto otto femmine da Federico di Montefeltro, Battista Sforza (chiese ed ottenne…) l’intercessione di Sant’Ubaldo e al figlio maschio mise il nome di Guidubaldo (nato a Gubbio il 24 gennaio 1472), Guido in onore degli antenati ed Ubaldo in onore del santo. Così alla fine del ducato fu di nuovo Francesco Maria II Della Rovere ad ottenere la grazia, con la nascita del sospirato erede Federico Ubaldo, che nacque proprio il 16 maggio, giorno dedicato al santo. In tante altre occasioni i duchi si rivolsero al patrono di Barchi (oltre che di Gubbio), ricompensandolo con la costruzione o con l’ampliamento di chiese o basiliche (come avvenne per la guarigione di papa Giulio Della Rovere, quando le duchesse Elisabetta ed Eleonora Gonzaga fecero ingrandire la chiesa dedicata al santo a Gubbio), o coniando monete (quattrini, piccioli, scudi d’oro) con la sua effigie. Quindi quale miglior patrono per Terre Roveresche se non il patrono dei Della Rovere?
  2. Sant’Ubaldo non è un santo, per così dire, distante, come potrebbero essere i “concorrenti” San Giorgio (vissuto in Turchia), Santa Lucia (vissuta in Sicilia) o Santa Caterina d’Alessandria (vissuta in Egitto), bensì è un santo “nostro”, nato a Gubbio, nel ducato di Urbino. Ha studiato da giovane a Fano e visitato molte delle nostre zone. A Barchi la tradizione attribuisce a un suo diretto intervento la fondazione di un centro spirituale, a lui poi è dedicata la chiesa dell’Insigne Collegiata barchiese, una delle chiese più belle e importanti della diocesi; ma in molti altri luoghi della nostra zona è ancora vivo e forte il culto di Sant’Ubaldo, molte chiese sono a lui dedicate, si pensi ad esempio a Sant’Andrea di Suasa, a Cavallara o, per tornare dentro a Terre Roveresche, a Cerbara. Inoltre uno dei primi miracoli “documentati” del santo fu eseguito a Sorbolongo.
  3. A Barchi, all’interno del museo dell’Insigne Collegiata (per ora realizzato nei locali parrocchiali, in attesa di una più adeguata destinazione) si conserva una delle più importanti reliquie ubaldine: la Mitria prelevata dal corpo del santo e donata dai priori di Gubbio a quelli di Barchi nel 1644. Barchi inoltre è uno dei soli tre luoghi che vantano l’onore di avere Sant’Ubaldo come patrono, gli altri due sono Gubbio, ovviamente, e Thann, cittadina francese che venera S. Thiébaut, ossia Sant’Ubaldo, di cui conserva, nella locale collegiata, la reliquia di un dito. Un santo quasi esclusivo, insomma, per il nuovo comune.
  4. Da non trascurare infine gli storici rapporti di amicizia fra Barchi e Gubbio, ancora vivi, e le possibili sinergie da un punto di vista culturale e turistico, di cui potrebbe beneficiare il neonato comune.
Marco De Santi - Barchi