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Prezzo dell’elettricità oggi, 28 febbraio: gli orari più economici e più costosi a El Curio

I megawatt verranno pagati nelle ore di punta (compreso canone e tariffa) a 346 euro e 218,97 a valle

Il prezzo dell’elettricità continua alle stelle senza che si prospettano cambiamenti di tendenza a breve termine. Nonostante il mercato elettrico giornaliero – che fa parte della bolletta – sia sceso nel mese di febbraio a meno di 200 euro in media per megawattora, il prezzo medio ha registrato un forte rimbalzo negli ultimi giorni. Il 28 febbraio il prezzo dell’energia elettrica era di 277,78 euro per megawattora, quasi 30 euro dal massimo storico di -302,48 euro/MWh-.

La differenza di prezzo tra i reparti risiede nelle tariffe e nei costi, che sono più alti nella stagione di punta, nella media nell’appartamento e meno cari nel periodo di bassa stagione. Il 28 febbraio i megawatt nelle ore di punta (compreso tasse e tariffe) saranno pagati a 346 euro e nelle ore non di punta a 218,97 euro/megawattora. La sezione più economica sarà registrata tra le 15 e le 16 ore.

Prezzo dell’elettricità

28 febbraio 2022

unità di tempo Prezzo €/mWh
0:00 – 01:00 295
Da una a due ore 286.83
2h – 3h 282.49
3 ore – 4 ore 282.16
4 ore – 5 ore 277.73
5:00 – 6:00 281.05
6:00 – 7:00 286.54
7:00 – 8:00 322.9
8:00 – 9:00 308.9
9:00 – 10:00 284.05
10:00 – 11:00 258.45
11:00 – 12:00 221.3
12:00 – 13:00 224
13:00 – 14:00 221.88
14:00 – 15:00 220
15:00 – 16:00 218.97
16:00 – 17:00 253.79
17:00 – 18:00 280.56
18:00 – 19:00 300
19:00 – 20:00 318.73
20:00 – 21:00 346
21:00 – 22:00 324.09
22:00 – 23:00 291.18
23 ore – 24 ore 280

prezzo più conveniente

Il prezzo è inferiore alla media odierna

Il prezzo è al di sopra della media odierna

Il più costoso

Il gas, uno dei principali colpevoli della crisi energetica senza precedenti in Spagna, continua a dare il tono ai prezzi dell’elettricità. La prima fonte di generazione è stata nelle prime due settimane di febbraio, grazie al perdurare della situazione anti-uragano in Spagna, che secondo il gruppo ASE ha contribuito ad aumentare la produzione di energia elettrica del 371% dei cicli combinati.

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Anche l’Europa è stata colpita dall’escalation dei prezzi. Nella prima metà di febbraio solo l’Italia, con 212,66 MWh di euro, ha registrato prezzi superiori a quelli della Spagna. L’escalation dei prezzi è iniziata un anno fa, quando il “pool” aveva una media di 28,50 €/MWh, toccando il picco a dicembre, con 239 €/MWh. L’inizio dell’anno ha leggermente allentato i prezzi (201€/MWh a gennaio) ma rimane comunque insolitamente alto. Peggio ancora, il mercato dei futures, che anticipa l’andamento del mercato elettrico nei prossimi mesi, prosegue senza mostrare segnali di cambiamento almeno fino al secondo trimestre del 2023.

Tasso di regolamentazione, il principale colpito

I prezzi elevati dell’elettricità incidono direttamente sugli utenti del prezzo regolamentato, il cosiddetto prezzo volontario per i piccoli consumatori (PVPC). Tale modalità di fornitura si configura in base ai prezzi di mercato all’ingrosso dell’energia elettrica (‘pool’) più canoni e oneri, che sono la fattura che regola l’incasso determinata dalla Commissione Nazionale Mercati e Concorrenza (CNMC) e dal Ministero dell’Ambiente. Muoversi dritto.

Il primo è utilizzato per finanziare la trasmissione e la distribuzione di energia elettrica. Con le tasse si pagano altri concetti, come gli incentivi alle energie rinnovabili, parte dei costi per portare l’energia alle isole, o l’ammortamento del deficit tariffario. Tuttavia, anche i consumatori del mercato libero – dove il prezzo è concordato con il marketer in servizio per un certo periodo – risentono di questo vortice inflazionistico dell’elettricità al momento del rinnovo dei contratti.

La nuova struttura dei prezzi dal 1 giugno

L’aumento dei prezzi del mercato elettrico è iniziato all’inizio del 2021, mesi prima dell’entrata in vigore della nuova struttura dei prezzi. Questo grafico dei prezzi per i consumatori domestici stabiliva due periodi di alimentazione contrattuale (picco e non di punta) e tre periodi di alimentazione (picco, costante e non di picco). La differenza di prezzo tra i reparti risiede nelle tariffe e nei costi, che sono più alti nella stagione di punta, nella media nell’appartamento e meno cari nel periodo di bassa stagione.

Con queste modifiche si è voluto spostare i consumi in tempi in cui la domanda di energia era più bassa, per evitare il sovraccarico della rete che avrebbe comportato maggiori investimenti in queste infrastrutture, con il conseguente aumento del costo della bolletta.

Tuttavia, i prezzi elevati del mercato elettrico hanno costretto il governo ad adottare una serie di misure per abbassare il prezzo della bolletta, attuate tra il 1 settembre e il 31 dicembre: l’abbassamento del costo dei canoni, che ha influito su entrambi i prezzi dell’energia. Riduzione dell’imposta sull’elettricità dal 5,11% allo 0,5% e riduzione dell’imposta sul valore aggiunto dal 21% al 10%. È stata inoltre prorogata fino a fine anno la sospensione dell’imposta sulla produzione di energia elettrica al 7%.

Questi cambiamenti significano che, in pratica, la curva dei prezzi tra i diversi periodi di tempo è appiattita in modo che non vi sia quasi alcuna differenza tra i consumi durante l’uno o l’altro. L’inizio dell’anno ha però portato la consueta revisione della parte regolata della bolletta elettrica. Il canone è diminuito del 4,6% rispetto a quelli applicati dal 1 giugno in quanto è cambiata la tariffa elettrica.

Per quanto riguarda le tasse, è scomparso lo sconto approvato il 1° settembre, ma l’importo delle nuove riduzioni è inferiore di circa il 33% rispetto a quello di aprile 2021. Il governo ha invece deciso di estendere le riduzioni alle due tasse incluse nel bolletta (IVA ed elettricità).) e la bolletta di generazione elettrica (TVPEE) fino al 30 aprile di quest’anno.

(Grafico)

Gennaio, la seconda ricevuta più costosa della storia

Queste modifiche non hanno avuto un effetto positivo sulla ricevuta. Senza andare oltre, gennaio è stato il secondo mese più costoso della storia. Secondo l’Organizzazione dei consumatori e degli utenti (OCU), la bolletta di quel mese per le famiglie a tariffa regolata – tenendo conto della potenza contrattuale di 4,6 kW e del consumo mensile di 292 kWh – ammontava a € 111,64.

Il prezzo regolamentato del chilowattora consumato non ha smesso di crescere negli ultimi mesi, ad eccezione di novembre, che è più conveniente di ottobre. Secondo i calcoli dell’OCU, a gennaio i kilowatt dell’ora di punta (tariffe e tariffe) sono stati pagati a 0,379751 euro, a 0,291824 in pianura e a 0,252581 a valle.

Suggerimenti per abbassare lo scontrino

Ottenere una bolletta più economica implica cambiare una serie di abitudini. Il primo, consumare quanto più possibile all’interno dei tratti vallivi (dalle 00:00 alle 8:00 dal lunedì al venerdì ea tutti gli orari del fine settimana). È anche interessante regolare il più possibile la forza contratta, perché spesso si ha più di quello che viene effettivamente utilizzato.

Prima della diffusione dei contatori digitali, era quasi impossibile per un utente domestico sapere quanta energia elettrica stesse consumando. Ma con i nuovi indicatori, tutti possono accedere a quei dati. I distributori – proprietari del “cavo” attraverso il quale l’energia elettrica arriva al punto di consumo – forniscono già queste informazioni sulle loro pagine web e applicazioni mobili. A Euskadi questo può essere fatto attraverso il sito web di
SDIil nome adottato da Iberdrola Distributor.

Un altro modo per abbassare la bolletta della luce è utilizzare gli elettrodomestici in modo efficiente. Ad esempio, scegliendo programmi da eseguire a temperature più basse in lavatrice o lavastoviglie, spegnendo i quadri elettrici o il forno prima della fine del tempo di cottura per sfruttare il calore residuo, oppure annullando lo “standby” per spegnere completamente la elettrodomestici.

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