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L’addio di Mattarella apre un difficile iter per l’elezione del nuovo presidente in Italia

Sergio Mattarella, con la figlia Laura, ha apprezzato il grande applauso riservato dal pubblico alla Scala di Milano lo scorso martedì sera. / Ufficio stampa Quirinale/AFP

Nei sette anni di occupazione del Quirinale, il quadro dell’equilibrio e della continuità è stato in un Paese in perenne crisi

Dario Minore Reporter. Roma

Quando Sergio Mattarella è entrato nel Real Trust della Scala martedì sera, poco prima dell’inizio dello spettacolo “Macbeth” con cui l’anfiteatro milanese ha aperto la stagione lirica, è stato accolto da 2.000 spettatori in piedi. . È stata l’ultima manifestazione pubblica di riconoscimento da parte della popolazione italiana che negli ultimi sette anni è stata l’ancora di salvezza a cui il Paese si è aggrappato ogni volta che scoppia una delle sue solite crisi politiche. Nonostante alcuni alla Scala gli abbiano chiesto di “presentarsi”, esortandolo a restare presidente della Repubblica, l’ottantenne siciliano non sembra intenzionato a proseguire fino al Palazzo del Quirinale a Roma, residenza del presidente. Stato, dopo il 3 febbraio, quando scade il suo mandato.

L’Italia ha molto da ringraziare Mattarella, la cui carriera ha fatto filare nell’opinione pubblica nazionale e internazionale e negli stessi partiti italiani, che avrà il compito di trovare il suo successore. Basta ricordare come sono state trovate le politiche del tuo Paese e come lasciarle adesso. A lui si deve la rilevanza europea di Roma durante il governo del Movimento 5 Stelle (M5E) e della Lega (2018-2019), due partiti che in seguito hanno flirtato con l’antieuropeismo e anche quando l’Italia è stata espulsa dall’euro, causando grande preoccupazione nel resto del vecchio continente. Oggi le loro posizioni sono completamente cambiate, ed entrambe le forze politiche fanno parte dell’amplissima alleanza che sostiene l’amministratore delegato Mario Draghi, “il più europeista della storia italiana”, ha scritto l’editorialista del Corriere della Sera Aldo Cazullo. .

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Draghi è proprio uno dei candidati alla successione di Mattarella, anche se sempre più voti scommettono sulla sua prosecuzione da presidente del Consiglio per chiudere senza ulteriori scossoni la legislatura, che terminerà nel 2023 se non ci saranno progressi elettorali. “Resta da vedere cosa vuole fare, ma il suo ruolo di leader del governo di unità nazionale è visto come fondamentale sia in Italia che in Europa”, afferma Marco Almagesti, professore di scienze politiche all’Università di Padova. Gli investitori internazionali appaiono nella stessa direzione. Un recente rapporto della banca d’affari Goldman Sachs ha ritenuto “probabile” che Draghi avrebbe continuato a ricoprire la carica di primo ministro per garantire “continuità politica” che consentisse di beneficiare degli aiuti europei dopo la pandemia e rimuovere i rischi di elezioni anticipate, che aumenterebbero la percezione di pericolo per l’Italia.

chiavi:

  • Leader di Forza Italia.
    La persona che non nasconde la sua illusione di porre fine alla sua vita politica in questa posizione è Silvio Berlusconi

  • Mi allontano dal progressista.
    L’ex premier influente Renzi può sostenere il governatore

“Se Draghi alla fine sceglierà di rimanere nell’esecutivo, aprirà la strada a un altro candidato per raggiungere la presidenza”, ricorda la Maestà. Molti sono i nomi considerati come possibile successore di Mattarella. Chi non nasconde il delirio di chiudere la carriera politica al Quirinale è Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia e quattro volte presidente del Consiglio. Tuttavia, sembra difficile sia per il M5E che per il Partito Democratico (PD, centro sinistra) ingoiare quello che è stato, per anni, il loro acerrimo nemico.

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Nel pool spiccano anche potenziali candidati che potrebbero suscitare meno odio, come Perferdinando Cassini, passato da alleato di Berlusconi e democristiano intransigente ad essere eletto al Senato nelle file del PD. Marta Cartapia, attuale ministro della Giustizia ed ex presidente della Corte costituzionale, sembra avere del potenziale. Se selezionata, sarà la prima donna a diventare presidente della repubblica.

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Il voto sulla nomina del prossimo capo di Stato potrebbe svolgersi in Parlamento tra il 18 e il 28 gennaio. Ci saranno 1.009 elettori, tra rappresentanti, senatori e rappresentanti regionali, e ci vorranno i due terzi dei componenti dell’assemblea per raggiungere il quorum nei primi tre voti. Dopo il quarto è sufficiente la maggioranza assoluta.

Il grande divario politico spiega i contatti avvenuti in queste settimane tra partiti, anche in antitesi ideologica, per testare chi potrebbe essere il nuovo presidente. Nelle elezioni avrà un peso decisivo per 111 parlamentari provenienti da gruppi misti della Camera dei Rappresentanti e del Senato, non associati a nessuno dei maggiori partiti. In questo gioco di equilibri, il protagonista può essere ancora Matteo Renzi, l’ex presidente del Consiglio e leader di Italia Viva, formazione rinnegata del Pd. Renzi ha dato segnali che non gli dispiacerebbe tradire il blocco progressista e usare 43 parlamentari delle sue creature politiche per eleggere un presidente conservatore.

Primo gol contro Draghi

Giovedì prossimo, mentre Sergio Mattarella si dirigerà in Vaticano per salutare Papa Francesco, i membri di due importanti sindacati italiani, Cgil e Uil, sfileranno per le strade di Roma in una manifestazione organizzata per celebrare l’anno. Ha indetto lo sciopero contro il governo di Mario Draghi. Dieci mesi dopo l’inizio del suo mandato come primo ministro, Draghi sta affrontando la sua prima grande protesta, in particolare contro i budget del prossimo anno. Secondo i sindacati centrali, i conti pubblici al 2022 ignorano pensionati e studenti, non effettuano i corretti aggiustamenti finanziari e non impediranno il proseguimento dei trasferimenti industriali.

L’annuncio dello sciopero ha diviso le opinioni tra i partiti della coalizione che sostiene l’esecutivo: mentre la sinistra chiede la riapertura del dialogo con i sindacati, le forze conservatrici chiedono l’annullamento della protesta.