Post Corinaldo, i funerali di Mattia a Frontone. L’ultimo saluto sulle note dell’inno della Samp

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Si sono celebrati oggi pomeriggio nella chiesa parrocchiale del Cuore Immacolato di Maria di Frontone i funerali di Mattia Orlandi, il quindicenne rimasto schiacciato sotto il peso dei coetanei in fuga lo scorso 8 dicembre nella discoteca La Lanterna Azzurra di Corinaldo. Presenti migliaia di persone (molte sono rimaste fuori ammucchiate in strada), a partire dai genitori Paola e Giuseppe, i nonni, gli zii e tutti i familiari. Presenti anche i suoi compagni di squadra della Junior Pergolese dove ha militato fino allo scorso novembre, per poi passare nelle giovanili del Sassoferrato – Genga (di cui era presente la dirigenza). Insieme a loro anche la classe di scuola di Mattia, la 2 ª A dell’istituto Merloni di Fabriano accompagnata dal preside. Non potevano mancare le autorità civili che hanno voluto dimostrare la loro vicinanza, per quanto possibile, in queste tragedie, a partire dal sindaco di Frontone e presidente dell’Unione montana Francesco Passetti, il sindaco di Cagli Alberto Alessandri e quello di Cantiano Alessandro Piccini.

Presente anche il vice-presidente del consiglio regionale delle Marche Renato Claudio Minardi, il prefetto di Pesaro e Urbino Carla Cincarilli, in rappresentanza del governo e le autorità militari. Tanti sono stati i momenti di commozione, disperazione e qualche applauso nel finale, quando hanno preso la parola i compagni di squadra e i compagni di classe che insieme al preside e al sindaco Passetti hanno voluto ricordare Mattia per quello che era, un ragazzo semplice, propositivo e voluto bene da tutti. Molto toccante è stato il momento finale della celebrazione, quando i suoi amici hanno voluto ricordarlo facendo partire in chiesa l’inno della Sampdoria, squadra di cui era tifoso e della quale è stata posta sopra la bara la maglia autografata dal capitano Quagliarella. La messa è stata celebrata da Don Filippo, Don Ivan e Don Gilberto. Molto emozionante e concisa è stata l’omelia di Don Filippo che ha ricordato l’importanza di stare vicini alla famiglia ed a tutta la comunità, facendosi forza l’uno con l’altro. È una tragedia che ha colpito tutti, anche quelli che non conoscevano personalmente Mattia, che ci lascia rammaricati e allo stesso tempo indignati per una tragedia che si sarebbe dovuta e potuta evitare, perché non si può perdere la vita a quindici anni per andarsi a divertire in discoteca, ma questo dovrà chiarirlo la magistratura.

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