Marche, proposta di legge: “Divieto di caccia nei terreni che ospitano aziende agrituristiche e fattorie didattiche”

Proposta di legge presentata dal consigliere Sandro Bisonni. Per i proprietari delle imprese agricole prevista la possibilità di chiedere l’intervento della Regione, che sarà chiamata a valutare le situazioni di potenziale rischio e l’interesse sociale connesso allo stesso divieto, da istituire anche solo su una parte del fondo

La possibilità per i titolari d’impresa agricola di richiedere alla Regione l’istituzione del divieto di caccia nel proprio fondo rustico. E’ quanto prevede la proposta di legge presentata dal consigliere Sandro Bisonni , che va a modificare la normativa del 2011 relativa alle “Disposizioni regionali in materia di multifunzionalità dell’azienda agricola e diversificazione in agricoltura”. Molti proprietari di agriturismi – spiega Bisonni – si sentono danneggiati dalla presenza dei cacciatori nel proprio terreno, temendo anche un possibile danno economico per l’attività che svolgono. Inoltre, si ritiene importante tutelare e salvaguardare l’incolumità degli ospiti delle stesse aziende turistiche e delle fattorie didattiche”. A supporto dell’atto presentato, Bisonni richiama anche l’articolo 832 del codice civile, laddove si stabilisce che “il proprietario ha diritto di godere e disporre delle cose in modo pieno ed esclusivo”. La proposta di legge, quindi, fornisce ai titolari dell’impresa agricola la possibilità di chiedere alla Regione l’istituzione del divieto di caccia nel proprio fondo rustico, secondo le modalità previste dalla legge del 1995 sulle “Norme per la protezione della fauna selvatica e per la tutela dell’ambiente e disciplina dell’attività venatoria”. La Regione sarà chiamata a pronunciarsi sulla richiesta valutando le situazioni di potenziale rischio e l’interesse sociale connesso al divieto, da istituire anche solo su parte del fondo.