Fondazione Art. 32 taglia le liste d’attesa e le polemiche inutili

Inaugurazione del Centro Salute Art. 32 con i sindaci di Montefelcino e Terre Roveresche oltre al consigliere regionale Talé

La Fondazione Art. 32 alle prese con la gestione di alcuni servizi per tagliare le liste d’attesa nell’ospedale di Fossombrone fa i conti con due importanti novità. La prima: non esistono scadenze per aderire all’iniziativa. La seconda è data da un commento di Amedeo Evangelisti sulle pagine FB degli Amici del Movimento 5 Stelle a Fossombrone. Si legge nella nota comunale che «a seguito dell’avviso di manifestazione d’interesse pubblicato sul sito Internet del Comune di Terre Roveresche del 6 agosto e della varie richieste d’informazione e chiarimenti pervenute, si comunica che il termine per la presentazione delle manifestazioni d’interesse è stato prorogato al 25 agosto. Si precisa comunque che, data la struttura aperta della Fondazione di partecipazione, l’ingresso di altri enti o soggetti è possibile in ogni momento anche successivamente alla costituzione della Fondazione stessa». Il dibattito si focalizza su una serie di legittimi interrogativi. Finiscono all’angolo quanti hanno cercato la polemica fine a se stessa. Adesso, a prescindere da ogni particolare ulteriore, quanti interessati o meno sono invitati a dire la loro. Aderire o no ad un’azione sociale senza scopo di lucro e solo per fini sociali? Per quale motivo si vorrebbe evitare a chi è entrato in azione scegliendo una strada nuova di portare avanti la propria iniziativa? Ha veramente senso per ogni qualsivoglia Comune territorialmente cointeressato non partecipare alla sperimentazione che si prospetta visto che fino ad oggi nessuna altra via ha ottenuto un minimo risultato avendo trovato un muro di gomma costituito in primis dalla Regione Marche? E’ meglio tentare o precludere a priori ogni eventuale possibilità di sviluppo? Il problema di fondo è tutto qui. Lasciando da parte polemiche di parte, preconcetti, impostazioni e tutto il resto. Commenta Amedeo Evangelisti, in veste di noto osservatore imparziale: «Le situazioni riguardanti l'(ex)ospedale vanno discusse col sindaco e la cittadinanza, ma questo compito spetta alla Regione ed all’ASL, non ad una struttura privata, sia pure una cooperativa sociale di mutua assistenza, la quale agisce secondo le linee elaborate dall’assemblea dei soci, oltre 130 persone. Se dei privati riescono a fare qualche cosa di utile, ringraziamoli».