Pergola Unita: “Venga riconosciuto lo status di ospedale d’area disagiata”

Dopo la pausa per le festività pasquali l’associazione Pergola Unita torna sul tema ospedale

E’ stata inviata nei giorni scorsi, informa il direttivo, la lettera con circa 500 firme raccolte in soli tre giorni di cittadini pergolesi e non solo, che chiede alla regione Marche e agli organi competenti di continuare a tutelare il presidio ospedaliero di Pergola anche nel prossimo piano sanitario (attualmente allo studio degli organi regionali) in funzione della sua posizione geografica, della viabilità disagiata e del fatto che i presidio è a servizio di tutto un entroterra e non solo di Pergola. La lettera nello specifico richiede che venga riconosciuto al presidio pergolese lo status ufficiale di “ospedale di area disagiata” in riferimento al DM70 Balduzzi che nel 2015 ha fissato i nuovi standard sanitari e che questo avvenga in continuità a quanto già espresso dalla regione Marche nel 2013 (delibere 735 e correlate) che proprio per questi motivi permettevano a Pergola di mantenere le funzioni per acuti e di non essere convertito in ospedale di comunità come invece è toccato agli altri piccoli ospedali della provincia. Questa richiesta in continuità al lavoro sempre fatto dall’associazione è stata elaborata in questi giorni in virtù della situazione viaria che oggi si presenta ancora più penalizzata del passato a causa dei crolli, della scarsa manutenzione e degli smottamenti delle arterie provinciali che collegano Pergola alla costa. Pergola vive una situazione di profondo disagio nei collegamenti stradali ed è necessario che la regione Marche tuteli i servizi utilizzando tutti gli strumenti a propria disposizione come quelli forniti dal decreto Balduzzi nel caso della sanità perché la situazione dell’alta Val Cesano è differente da quella di altre zone. Non possiamo essere messi tutti sullo stesso piano chi lo fa sbaglia e i fatti di questi giorni ne sono dimostrazione. Oltre a questo tema di carattere generale, vogliamo cogliere anche l’0ccasione di questo invio, spiega l’associazione, per portare l’attenzione specifica sul reparto di chirurgia. L’allungamento del servizio di anestesia sta aiutando il reparto ma ancora non è sufficiente, attendiamo quanto prima, come garantito dal dott. Fiorenzuolo, l’adeguamento del servizio a H12+12 di reperibilità. La professionalità del dott. Gammarota, primario del reparto, deve essere messa in condizione di potersi esprimere al meglio. Nonostante lo staff ridotto l’0spedale è infatti grado di offrire buoni servizi ma lo staff deve essere adeguato e i macchinari potenziati per tornare ad avere i giusti numeri ed offrire i servizi necessari per i cittadini altrimenti costretti a spostarsi. E’ il caso delle “colicisti laparoscopiche” rispetto alle quali il dott. Gammarota ha una grande professionalità ed esperienza che però hanno necessario bisogno di supporto nell’adeguamento di attrezzature e personale e per le quali chiediamo ai dirigenti di Area Vasta di provvedere.

L'associazione Pergola Unita