Lettera in redazione: “Le stazioni ferroviarie in Italia in degrado”

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un cittadino residente a Fano sulla situazione delle ferrovie in Italia. Per lavoro, lo stesso signore, d’abitudine si sposta in treno

Le stazioni ferroviarie, luoghi principali di interscambi viaggiatori anche tra treno e bus, biglietto da visita principale delle cittadine, ebbene tante  versano in condizioni a dir poco pietose, questo grazie all’incuria di persone poco corrette (straniere e non) e al menefreghismo più totale da parte di RFI (Rete Ferroviaria Italiana) che ne gestisce o meglio ancora, ‘dovrebbe’ gestire l’infrastruttura ferroviaria. I  tempi oramai sono cambiati grazie all’evoluzione tecnologica, che ha portato sempre più all’automatizzazione degli impianti ormai telecomandati. Se da un lato più sicuri, dall’altro si riduce il costo del personale, e ciò ha reso le stazioni, punti di degrado e abbandono. Di fatto, secondo alcune indiscrezioni, non verrebbero mai controllate, se non solo gli edifici dove vengono ubicati gli impianti che vengono controllati anche a distanza. Servirebbero più controlli quantomeno settimanali anche nel resto della struttura. Il dubbio, che di fatto sorge in più persone, sarebbe dell’esistenza di un ente o funzionario addetto al controllo delle stazioni, perché secondo le ultime “non è più possibile stare in una stazione in condizioni disastrose, agli occhi degli stessi dipendenti RFI che “guardano dritto e passano” non facendo presente e ignorando le problematiche magari per paura di perdere il posto di lavoro o magari perché a loro poco importa in quanto lo stipendio viene percepito ugualmente”. Una situazione spregevole che vessa utenti e pendolari che confidano in una presa di posizione da parte di RFI, affinché le stazioni, quantomeno le più grandi, riacquistino quell’importanza che per un inspiegabile motivo ne sono state private.

R. S. (Fano)