Dignità del lavoro tema portante della messa celebrata dal vescovo Trasarti alla Valmex di Lucrezia

I temi della dignità del lavoro e l’importanza dell’impresa che crea lavoro sono stati i temi centrali che il vescovo Mons. Armando Trasarti ha toccato  nell’omelia della messa di Natale per il lavoro effettuata sabato scorso presso la ditta Valmex  a Lucrezia di Cartoceto. La cerimonia è avvenuta con la collaborazione della parrocchia di Sant’Apollinare di Lucrezia e l’Ucid, Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti della sezione di Fano. Calorosa è stata l’accoglienza al vescovo da parte  della signora Capodagli assieme alle figlie Lucia e Francesca con la dirigenza al completo. Inoltre hanno partecipato al rito il sindaco di Cartoceto Enrico Rossi, il comandante dei carabinieri, altri imprenditori della zone e naturalmente i lavoratori con le loro famiglie. Allietata dal canto del coro parrocchiale di Lucrezia assieme al vescovo la messa è stata concelebrata dal parroco don Marco Mascarucci ed altri sacerdoti.

“Vanno lodati quegli imprenditori che hanno a cuore i loro collaboratori – ha proseguito nell’omelia il vescovo – e che considerano il bene più prezioso dell’azienda gli stessi lavoratori. Vanno anche sostenuti i sogni ed i desideri dei giovani che vogliono fare impresa, perché oggi la carenza di imprenditori oltre che essere un problema nazionale è un’emergenza tutta marchigiana. Va altresì richiamata alla responsabilità ogni lavoratore a fare al meglio il proprio compito, con la consapevolezza che danneggiare la propria azienda è creare un danno a tutta la collettività”.

Al termine Mons. Trasarti ha ricordato che la Chiesa proprio quest’anno ha fatto un percorso di riflessione sui temi del lavoro e dell’impresa, come più volte citato anche da Papa Francesco. Al termine poi vi è stato lo scambio degli auguri natalizi. “Monsignor Trasarti è per tutti noi una voce forte, ispiratrice e propositiva – ha detto Francesca Capodagli chief controller di Valmex – inoltre la sua presenza e la celebrazione eucaristica nel nostro stabilimento ci responsabilizza ulteriormente nei confronti dei bisogni di crescita sociale della nostra comunità”.

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