La statistica: +0,6per cento il numero delle donne nella regione che si sono rivolte ai Centri antiviolenza

L’assessore regionale Manuela Bora

Il Consiglio regionale delle Marche ha osservato un minuto di silenzio per le donne vittime di violenza, durante la seduta aperta dedicata al Rapporto annuale sul fenomeno. A chiederlo è stata Elena Leonardi (Fdi-An) “per dare voce ha chi non ha più voce”. In apertura il cortometraggio ‘Giulia ha picchiato Filippo’ di Francesca Archibugi. “Dall’inizio dell’anno in Italia sono state uccise 114 donne e sono milioni quelle che, in tutto il mondo, hanno subito violenze nel corso della loro vita. Gli ultimi dati non sono confortanti ed impongono una riflessione attenta e nuove iniziative per affrontare un fenomeno semplicemente deprecabile. Dietro i numeri ci sono volti e storie che non possiamo dimenticare”.

Lo ha evidenziato il Presidente del Consiglio, Antonio Mastrovincenzo, aprendo i lavori della seduta assembleare dedicata all’illustrazione del rapporto sul fenomeno della violenza contro le donne nelle Marche. Nel corso del 2016 sono state 417 (più 6per cento) quelle che si sono rivolte ai cinque Cav (Centri antiviolenza) ubicati sul territorio regionale, uno per ogni ambito provinciale e con il collegamento ad almeno una Casa rifugio. “Si può e si deve fare di più, ma il dibattito di questi anni – ha sottolineato Meri Marziali, Presidente della Commissione pari opportunità – ha prodotto risultati importanti attraverso le reti territoriali, nuove politiche che coniugano gli interventi di contrasto con gli ambiti sociali, la ricerca di un cambiamento culturale, che deve partire in primo luogo dalla scuola”. Richiamata anche la necessità di una maggiore partecipazione delle donne nella vita politica, che è anche al centro di una specifica proposta di legge regionale di cui la Marziali ha auspicato una veloce calendarizzazione. A fornire il quadro complessivo, attraverso i dati contenuti nel rapporto annuale, la relazione dell’assessore Manuela Bora, intervenuta anche come Presidente del Forum permanente contro le molestie e la violenza di genere. “Esiste un obbligo istituzionale – ha detto – della presa in carico della donna vittima di violenza, sola o con i figli, anch’essi vittime di quella che è stata definita violenza assistita”.
Riferendosi al sostegno da fornire a Centri e Case del rifugio, la Bora ha fatto presente come nel corso degli ultimi due anni le risorse economiche siano decuplicate, passando da circa centomila euro ad oltre un milione e trecentomila. “Rafforzerò l’impegno in questa direzione – ha aggiunto – perché credo che tutte le strutture debbano essere messe nella condizione di affrontare con maggiore continuità e serenità gli interventi da effettuare sul territorio”. Annunciata anche la recente approvazione, da parte della Giunta, di una delibera dove si prevede di esonerare dal pagamento del ticket sanitario le donne che hanno subito violenza e la sigla del protocollo per la “Rete regionale antiviolenza delle Marche: azioni integrate per la prevenzione e il contrasto alla violenza di genere”. Interessati enti, istituzioni, sindacati ed ordini professionali.

Consiglio regionale Marche