Polverari: “Grotta sotto il centro di Barchi, un gioiello di architettura”

salus

“Dopo la scoperta della Grotta Ipogeo di Piagge – dice l’architetto scopritore Gabriele Polverari – mi ricordai di aver visto una ventina di anni fa, un’altra grotta.  Con l’aiuto del tecnico comunale di allora e la disponibilità di Lino Frigerio proprietario della porzione del Palazzo Ducale da cui vi si accede, con non poche difficoltà feci diversi sopraluoghi e riuscii a rilevare il tutto in modo dettagliato. Rimasi meravigliato perché sotto il centro di Barchi vi è nascosto veramente un gioiello di architettura! E’ un capolavoro datato 1564 e vi si riconosce la mano di qualcuno che doveva conoscere molto bene l’arte della progettazione. E noi sappiamo che a Barchi vi operò il bolognese Filippo Terzi che fu uno dei più grandi architetti ed ingegnere militare di tutto il Rinascimento Italiano. Egli disegnò i più importanti monumenti barchesi: il Palazzo Comunale, la Torre, Porta Nuova, la Chiesa e il Palazzo Ducale. La nostra grotta sembra che fosse una piccola città nascosta con una precisa progettualità strutturata e suddivisa, come se le varie funzioni dovessero essere svolte in spazi e  tempi differenti.  Difatti la presenza di grandi vasche per la raccolta di acqua piovana assieme alla neviera a forma d’uovo per la conservazione dei cibi, ci fa presupporre ad un elemento assistenziale e fondamentale per la sopravivenza. Nel frattempo però in una di queste vasche compaiono incisi sul laterizio della volta della parete di fondo oltre la datazione, evidenti simboli religiosi. Inoltre queste due strutture sono identiche e simmetriche a forma di croce latina. Mentre altre ricerche storiche fanno risalire a qui il famoso dipinto di Raffaello denominato  La Muta. Questa infatti era Maria Livia della Rovere figlia di Giovanni signore di Barchi nonché sorella di Francesco Maria della Rovere, per cui si ritiene che abbia vissuto per un certo periodo nella residenza ducale di Barchi”..