Secchiano (Cagli): il “sentiero delle ammoniti”, al via il progetto didattico

Una “antica via” ben nota agli abitanti di Secchiano, nel cuore della valle del Bosso, che corre sul versante de “I Lecceti”, conduce, con opportune varianti, ai piani di Monte Petrano. E’ un sentiero conosciuto per le sue rocce rossastre e fossilifere, a tratti ben esposte, ricche in particolar modo di ammoniti: la formazione del rosso ammonitico risale al periodo Giurassico ed è “vecchia” circa 180 milioni di anni. Appartiene alla “successione stratigrafica umbro-marchigiana”. Il “sentiero delle ammoniti” nasce dall’idea che diversi  anni fa ebbero il compianto Sandro Guiducci, allora presidente dell’Università Agraria degli Uomini Originari di Secchiano, oggi  presieduta da Carla Mensali, e  il prof. Edoardo Virgili che era consigliere, laureato in geologia. Trovarono poi nel prof. Rodolfo Coccioni dell’Università di Urbino un importante supporto di carattere geologico e paleontologico. E veniamo al sentiero: parte poco a sud dell’abitato di Secchiano, in corrispondenza della robusta passerella sul fiume Bosso, di recente realizzazione. Un pannello esplicativo in duplice lingua accoglie gli escursionisti oltre il fiume: questa antica via, realizzata e mantenuta da chi nei secoli ha vissuto questi luoghi, deve la sua esistenza anche al preciso assetto geologico e alle peculiari caratteristiche delle rocce affioranti. Un itinerario pensato anche per la didattica, attraverso l’osservazione dei fossili. D’altra parte, già due maestri della scuola elementare di Secchiano, ormai chiusa, Artemio Palazzetti e Nicola Mensali, portavano ogni anno i loro alunni in loco. Nel corso del corrente anno scolastico, il dirigente Edoardo Virgili e i docenti di scienze dell’istituto comprensivo “Michelini Tocci” di Cagli,  hanno elaborato un progetto da attuare con i ragazzi delle classi terze medie tal titolo, “Il sentiero delle ammoniti”. I ragazzi collaboreranno con l’Istituto di Geologia di Urbino per realizzare i pannelli didattici. “Un progetto di grande utilità e concretezza, soprattutto nell’ambito del Geoparco dell’Appennino nord-marchigiano Geopark, che si è recentemente candidato alla Rete Globale dei Geoparchi Unesco”. Questo è quanto dice il prof. Andrea Mazzoli, che fornirà con Coccioni il supporto scientifico richiesto dall’Università Agraria di Secchiano.