Lilli Simbari e i “lupi del Montefeltro”

Il 23 settembre festa dello sport a Urbino ore 15.30

“L’idea primaria è stata quella di farne uno strumento pedagogico ed educativo per i nostri giovani, per cui nel luglio scorso è nata ad Urbino l’associazione rugby  Lupi del Montefeltro. Vogliamo dare una risposta ad un gruppo di appassionati di questo sport – dice la neo presidente Lilli Simbari – e vogliamo essere i portavoce di quel messaggio decennale di attenzioni nei confronti dei giovani, del mondo femminile e soprattutto di quelli meno fortunati di noi. Ho conosciuto questo sport attraverso la disabilità e sono riuscita a coglierne i valori più profondi. Il rugby è uno sport che per le sue caratteristiche come il terzo tempo, lo spirito di squadra, concede a tutti  la possibilità di avere un ruolo su misura, che ne valorizza le risorse individuali con spirito di sacrificio e tolleranza alla frustrazione, inesistenti nella nostra società del tutto e subito. Grazie anche all’Associazione Omphalos Autismo con le loro famiglie e ad un testimonial  d’eccezione come il capitano della nazionale italiana rugby Massimo Giovanelli, che nell’aprile scorso siamo riusciti a far conoscere nel nostro territorio Urbinate  il  rugby integrato. Esso offre la possibilità di far partecipare al gioco anche i ragazzi affetti di autismo e disabilità intellettiva. Sono stati poi i diretti interessati in occasione di Cineautismo 2017  ad affermare dei benefici che riescono a trarne. Ed allora tutto questo mi ha spinto con 13 componenti dell’attuale direttivo provenienti da vari ambiti professionali, a dar vita a questo progetto ed attualmente sono 40 gli associati che ne condividono aspirazioni e difficoltà.  Iniziando dai piccoli oggi abbiamo il minirugby under 14 e 16, la squadra femminile e la seniors composta da vari residenti e molti studenti”.

Il comune pensiero è che il rugby sia uno sport violento dove ci si sporca e ci si fa male, ma significativa la risposta di una giovane praticante Benedetta Ceravolo: “Quando dico che pratico il rugby la reazione è sempre la stessa: occhi sgranati, espressione incredula e preoccupata, perché si pensa che non sia adatto a noi donne. Nel rugby non importa essere uomo o donna, ma conta la lealtà, spirito di squadra,coraggio, rispetto, impegno e passione che sono i valori da rispettare indipendentemente dall’età o dall’identità di genere”. Terminiamo ora con l’appello della presidente Lilli che dice “Sappiamo che le parole sono inutili e che contano i fatti ed importante è giocare, perciò vi aspettiamo il 23 settembre ore 15,30 alla festa dello Sport in Urbino, per rispondere alle vostre domande inerenti alla palla ovale. Per info  3478356971 – urbinorugby@mail.com.