La protesta dei sindaci. Oggi sopralluogo nell’ospedale di Fossombrone

salus

Lunedì 17 luglio alle 16 sopralluogo nell’ospedale di Fossombrone dei sindaci che hanno firmato la lettera di protesta alla Regione per lo stato di assoluta insufficienza dei servizi ancor più nel periodo estivo. Guidati dal sindaco di Fossombrone Gabriele Bonci partecipano i suoi colleghi di Montefelcino (Ferdinando Marchetti), di Sant’Ippolito (Stefano Tomasetti) e di Isola del Piano (Giuseppe Paolini) mentre in rappresentanza del primo cittadino di Colli al Metauro Stefano Aguzzi, assente per impegni già presi, interviene l’assessore Annachiara Mascarucci, con delega ai rapporti con gli altri enti. Il sindaco Bonci ha inviato una seconda lettera al presidente della Regione per denunciare che “se al PAT non vengono più garantiti nemmeno gli interventi minimi il risultato non potrà che essere quello di lasciare totalmente scoperto il territorio dal punto di vista dell’emergenza- urgenza con la conseguente congestione dei punti di pronto soccorso”. Altra richiesta riguarda la risonanza magnetica: “Perché i lavori iniziati sono fermi da tempo?”. Il reparto delle cure intermedie, nonostante la riduzione da 30 a 13 posti letto, registra posti vuoti. In effetti “diversi pazienti sono ricoverati fuori reparto sia a Fano che a Urbino. Possibile che nessuno può tornare alla cure intermedie? Infine è assolutamente necessaria la presenza di medici ospedalieri h.24”. Una situazione che per inefficienze varie degrada sempre più. E’ in fase di organizzazione una manifestazione, fissata per giovedì 21 settembre, davanti a Montecitorio per protestare contro il taglio degli ospedali dell’entroterra. Parte da Fossombrone l’iniziativa che dovrà essere la più incisiva possibile. “Si tratta di denunciare pubblicamente con forza e decisione lo stato di precarietà degli ospedali – si legge in una nota del Comitato provinciale pro ospedali pubblici – l’idea, da noi stessi proposta, a seguito dei contatti con diversi cittadini che lamentano situazioni paradossali, è stata ripresa e rilanciata grazie anche all’impegno del sindaco di Fossombrone contro il dramma dei cittadini delle zone di Cagli, Fossombrone e Sassocorvaro, e tante altre, dove non solo il potere regionale marchigiano composto da Pd, Udc e Socialisti, ha chiuso gli ospedali delle tre zone e  imposto la distruzione di ogni minimo servizio ospedaliero e di punto di primo intervento. Si é cercato in ogni modo di far recedere la Regione da tali scempi ma invano”.