Riaperto il pozzo Burano, la solita vecchia storia che fa arrabbiare l’entroterra

salus

Ieri pomeriggio a Pesaro, nella sede dell’ex Genio Civile –Regione Marche, si è riunito il Comitato Provinciale di Protezione Civile sull’emergenza idrica in corso, composto da rappresentanti della Regione (Difesa del Suolo, Tutela delle Acque, Protezione Civile), Prefettura di Pesaro e Urbino, ATO di Pesaro, Vigili del Fuoco, Marche Multiservizi, Aset, Enel. Il Comitato era presieduto da David Piccinini responsabile della Protezione Civile regionale. Dopo aver analizzato i dati relativi ai volumi degli invasi Enel e alle portate dei corsi d’acqua, si è verificato che, nonostante le azioni già intraprese (ordinanze sindacali per contenere i consumi, riduzione dei prelievi dagli invasi e riduzione dei rilasci), la quantità d’acqua presente negli invasi continua a ridursi a causa del calo di portata dei fiumi (fiumi Candigliano e Metauro). Inoltre, in questi ultimi giorni, si è manifestato un incremento preoccupante di alghe negli invasi che può compromettere l’efficienza dei potabilizzatori.

Per tali motivi il Comitato di Protezione Civile, al termine dell’incontro, all’unanimità, nel prendere atto dello stato di particolare criticità del sistema di approvvigionamento idrico conseguente al prolungato ed eccezionale periodo di siccità, ha concordato l’attivazione delle seguenti azioni: – confermare la validità di tutti i provvedimenti già emanati per fronteggiare lo stato di emergenza idrica. – ridurre i prelievi dai corsi d’acqua presenti nel bacino idrografico del fiume Metauro del 50 per cento rispetto alla portata concessa e autorizzata, ad esclusione dei prelievi idropotabili e di quelli utilizzati per l’abbeveraggio del bestiame. – richiedere alla Regione Marche – Protezione Civile di provvedere all’apertura del pozzo Burano entro la giornata odierna, proponendo un prelievo di circa 150-200 litri al secondo. – richiedere a tutti gli organi di vigilanza di intensificare controlli e sanzionare gli eventuali prelievi abusivi Durante l’incontro di ieri tenutosi a Roma presso l’Autorità di Bacino del Tevere, l’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici nel distretto idrografico ha dichiarato per il territorio delle Marche settentrionali lo scenario della “severità idrica alta”, che prelude alla possibilità di richiedere la dichiarazione dello stato di emergenza. Insomma la decisione che in tanti temevano è stata presa. Subito ondata di proteste nell’entroterra.