Gruppo zero: sanità pubblica, ultima chiamata

salus

Il Gruppo zero (cultura, società, territorio, ambiente) invita i sindaci sul tema dell’ospedale unico a riavviare con la Regione l’intero percorso decisionale, iniziando correttamente con una discussione collegiale sulla scelta del modello sanitario e della rete ospedaliera.   

downloadPesaro – Il Gruppo zero nell’imminente prospettiva dell’assemblea di Area Vasta, occasione che potrebbe segnare le sorti della sanità pubblica provinciale, pone all’attenzione dei sindaci e dell’intera opinione pubblica  una lettera nella quale si evidenzia che… “la procedura adottata dalla Regione per scegliere il modello sanitario e le possibili collocazioni dell’ospedale unico, risulta affetta da lacune evidenti che inducono a considerarla illegittima, perché imponendo un modello sanitario di tipo baricentrico e negando ogni possibile discussione su modelli alternativi, ha disatteso le finalità di Area Vasta, nata con l’intento di elaborare programmi a valenza territoriale, partecipati e condivisi dai sindaci della Provincia… illegittima perché ha comportato la scelta di un modello sanitario in funzione dell’assunto (mai dimostrato) che ritiene i piccoli ospedali costosi e poco produttivi, disconoscendo che qualsiasi modello adottato debba in primis garantire l’efficienza, l’equità di trattamento e la sostenibilità economica e ambientale… illegittima perché si fonda esclusivamente su valutazioni tecniche che esprimono un condensato di concetti  superficiali e controversi (algoritmo istruito con input soggettivi e  parametri insufficienti)”.

E ancora… “illegittima perché ha disatteso le raccomandazioni del gruppo di lavoro della stessa Regione (relazione 2011) dove la scelta del sito dell’ospedale unico doveva essere accompagnata da una dettagliata analisi a criteri multipli del tipo costi-benefici… e illegittima perché ignora la direttiva in materia di valutazione ambientale strategica”.

Il Gruppo zero pertanto sottolinea… “che il panorama che si verrà a creare sarà la perdita degli ospedali di Cagli, Fossombrone e Sassocorvaro, il depotenziamento  di Pergola, quindi ci sarà una fase transitoria di 6/8 anni corrispondente al periodo per realizzare l’ospedale unico durante il quale i soli ospedali rimasti dovranno gestire e garantire servizi a una popolazione sensibilmente più numerosa con l’incremento di numeri verso il privato e l’incremento dei costi per le famiglie e per la Regione che dovrà affrontare i maggiori oneri della mobilità passiva e/o della sanità privata. Senza dimenticare il rischio dell’ennesima incompiuta per carenza di risorse necessarie eccetera”.

Il Gruppo zero così invita i sindaci della Provincia… “a non rendersi corresponsabili di tutto ciò attraverso l’astensione o la scelta della localizzazione dell’ospedale unico, del processo decisionale imposto dalla Regione e di esigere dalla Regione il riavvio dell’intero percorso decisionale, iniziando correttamente con una discussione collegiale sulla scelta del modello sanitario e della rete ospedaliera”.