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Italia: dipinto sconosciuto di Raffaello scoperto in una collezione privata

Italia: dipinto sconosciuto di Raffaello scoperto in una collezione privata

Gli italiani e il mondo intero festeggiano la scoperta di un dipinto prima sconosciuto del grande artista rinascimentale Raffaello. L’opera, di mano privata, mostra il volto di Maddalena ed è realizzata su tavola di pioppo che misura 46 x 34 centimetri. Risale al 1504. È stato attribuito da un gruppo di studiosi all’artista rinascimentale Raffaello d’Urbino.

Secondo l’agenzia italiana Ansa, il dipinto precedentemente sconosciuto è stato presentato dalla rivista scientifica Open Science durante una conferenza a Pergola, in Italia.

Dipinto “nuovo”. Mostra una rappresentazione di Maria MaddalenaSecondo gli esperti, per realizzarla l’artista prese come modello il volto di Chiara Fancelli, moglie di uno dei suoi maestri, Pietro Perugino.



Esiste una versione del ritratto della Maddalena del Perugino conservata nella Galleria Palatina e attribuita alla sua bottega di Vila Borghese. Secondo gli autori dello studio, la versione di Raffaello, allievo del Perugino, sarebbe addirittura anteriore.

L’attribuzione al famoso pittore si basa tra l’altro su Utilizzo della tecnica della “polvere” per alterare il disegno preparatorioÈ stato individuato grazie alle analisi di laboratorio effettuate da ART&Co, spin-off dell’Università di Camerino, con sede ad Ascoli Piceno.

Il pittore e architetto italiano del Rinascimento Raffaello Sanzio nacque il 6 aprile 1483 a Urbino, in Italia, e morì il 6 aprile 1520 a Roma. L’artista era conosciuto anche come Raffaello d’Urbino o semplicemente Raffaello.

Per quanto riguarda l’opera in questione, la versione di Raffaello è considerata superiore dal punto di vista stilistico e tecnico, per la grazia e l’armonia della composizione e l’uso delle sottigliezze. Influenza di Leonardo da Vinci sul giovane pittore urbinate. Infine lo studio analizza anche le proporzioni matematiche utilizzate da Raffaello. Secondo Annalisa Di Maria questo dipinto “rappresenta una svolta: il pittore urbinate trovò un proprio linguaggio, si liberò dallo stile del Perugino”.

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Tra gli esperti intervenuti al convegno figurano Maria Cecilia Vicentin, docente pontificia specializzata in iconografia religiosa dell’Ordine dei Servi di Maria; Annalisa Di Maria, una delle maggiori esperte internazionali di Leonardo da Vinci e del Rinascimento italiano, specializzata nella corrente neoplatonica, Jean-Charles Pomerol, professore emerito della Sorbona, e il ricercatore e scultore Andrea da Montefeltro.