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Il ritrovamento del corpo di papa Benedetto nella Basilica entro poche ore | La sala sarà aperta diverse ore al giorno fino al 4 gennaio

Da Roma

Questa domenica Papa Francesco ha celebrato la Giornata Internazionale della Pace, alla quale ha dedicato una Messa nella Basilica di San Pedro, dove non ha potuto fare a meno di fare riferimento a Papa Benedetto XVI, morto il 31 dicembre, e che ha deposto il lutto del intera Chiesa. .

Durante il messaggio degli angeli, che è solito diffondere dal balcone del Palazzo apostolico di fronte a piazza San Pietro, Francesco ha chiesto ai fedeli di pregare per il Papa emerito, ricordando il ruolo che ha svolto all’interno della Chiesa. Ricordando Joseph Ratzinger, Papa Francesco ha detto: “Siamo tutti uniti, con un cuore solo e un’anima sola, per rendere grazie a Dio per il dono di questo fedele servitore del Vangelo e della Chiesa”.

Ma poiché era la Giornata internazionale della pace, Francesco non ha smesso di condannare tutte le guerre che esistono nel mondo, soprattutto quella avvenuta in Ucraina. Ha detto che il contrasto tra la guerra che semina morte e distruzione in Ucraina e in altre regioni è “insopportabile”. Di fronte alle crisi personali e sociali che stiamo attraversando, e di fronte alla tragedia della guerra, “siamo chiamati ad affrontare le sfide del nostro mondo con responsabilità e compassione”. Possiamo farlo «se ci prendiamo cura gli uni degli altri e se tutti insieme ci prendiamo cura della casa comune», ha sottolineato Papa Francesco, citando le parole del suo messaggio per la Giornata mondiale della pace diffuso dal Vaticano poco più di un mese fa. .

La bara di Benedetto

La salma del Papa emerito Benedetto XVI sarà deposta lunedì 2 gennaio nella Basilica di San Pietro, secondo quanto reso noto dall’Ufficio Informazioni della Santa Sede. La chiesa sarà aperta più ore al giorno (lunedì dalle 9 alle 19 e martedì e mercoledì dalle 7 alle 19) fino al 4 gennaio per consentire ai fedeli di visitare le spoglie del Papa e dedicargli la preghiera, come richiesto da Papa Francesco .

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Centinaia di giornalisti sono stati certificati per potersi avvicinare alla bara emerita del Papa. Ma la stampa potrà partecipare solo per gruppi preselezionati ea rotazione. Mentre i credenti dovranno solo fare lunghe file per entrare a San Pedro. Si stima che sarebbero diverse decine di migliaia le persone che vorrebbero entrare nella basilica (tra le 30 e le 35mila, mentre il funerale parla di circa 60mila persone). L’area sarà presidiata da circa 1.000 poliziotti e il 5 gennaio verrà chiuso lo spazio aereo sopra Piazza San Pietro.

Il 5 gennaio, alle 9:30 in Italia (5:30 in Argentina), i funerali si svolgeranno nella tenda della Basilica di San Pietro. La cerimonia sarà presieduta da Papa Francesco. In ossequio all’augurio di Ratzinger, la cerimonia sarà molto semplice. Successivamente, il Papa emerito sarà sepolto nelle Grotte Vaticane, luogo di sepoltura di molti papi e che si trova sotto la basilica.

Il testamento spirituale di Benedetto e le sue ultime parole

Il testamento del papa emerito, Joseph Ratzinger, emesso in questi giorni, è stato redatto da lui stesso nell’agosto del 2006.

«Se in queste ultime ore della mia vita guardo indietro ai decenni in cui ho viaggiato, la prima cosa che vedo sono le tante cose di cui devo essere grato», scriveva Joseph Ratzinger quando aveva circa 80 anni. Innanzitutto ha ringraziato Dio “che mi ha guidato attraverso vari momenti di confusione, e mi ha sempre rafforzato”. Ma ha ringraziato anche i suoi genitori “che mi hanno dato la vita in momenti difficili e a costo di grandi sacrifici” e la sorella “che mi ha aiutato disinteressatamente per decenni” e il fratello, anche lui religioso, “per la chiarezza dei suoi giudizi e la sua forte capacità decisionale.”

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Ha ringraziato anche tanti amici, uomini e donne, “Dio mi ha posto al mio fianco”, i suoi collaboratori, studenti, insegnanti e la sua terra, la “Baviera prealpina” (Germania), Roma e l’Italia che sono state la sua “seconda casa”. “.

Ma ha anche sottolineato: “A tutti coloro che hanno sbagliato in qualche modo, chiedo scusa dal profondo del mio cuore”.

Benedetto non si è fermato alle Confessioni, ma ha riflettuto sulle questioni teologiche, sua specialità, e ha rilanciato l’importanza della “teologia, e in particolare delle scienze bibliche”. A tutti dico: “Siate saldi nella fede. Non siate confusi!” Sembra talvolta che le scienze naturali e la ricerca storica siano in grado di fornire risultati inequivocabili che contraddicono la fede cattolica. Ho visto le trasformazioni nelle scienze naturali e ho potuto verificare, al contrario, la scomparsa dell’apparente certezza contro la fede.” E aggiungeva: “Con diverse generazioni ho visto tesi che sembravano indistruttibili, mostrando che solo ipotesi”. La generazione liberale, la generazione esistenzialista, la generazione marxista”, le cui “ipotesi” sono cadute a terra, facendo affiorare “al contrario, la validità della fede”.

Prima della sua morte, il Papa emerito ha pronunciato una breve dichiarazione: “Signore, ti amo”, secondo monsignor Georg Ganswein, per anni segretario e assistente del Papa. La frase è stata ascoltata da un’infermiera che in quel momento si trovava nella stanza del papa. Erano le tre del mattino del 31 dicembre. Pope è morto alle 9:34 quella mattina.

Come Benedetto

Chi lo ha conosciuto da vicino dice che Benedetto XVI era un uomo che, oltre alla professione, amava la musica e gli animali. In effetti, ci sono immagini che lo mostrano mentre suona il pianoforte. Si sa che amava Mozart ma anche Bach e Beethoven di cui suonava le opere al pianoforte. Sembra che tutti nella famiglia Ratzinger amassero la musica. Suo fratello Georg era direttore del coro delle voci bianche nella cattedrale di Ratisbona in Germania.

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Ma il Papa emerito amava anche i gatti. Secondo le persone che lo frequentano, se trova un gatto per strada, lo saluta, gli parla. A volte i gatti lo seguivano. Altre due cose che Papa Benedetto amava perché provenivano dalla sua terra sono la birra e la famosa torta di mele tedesca chiamata strudel.