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Crisi in Italia: più di mille sindaci chiedono a Draghi di restare per il bene del Paese

ROMA.- Man mano che passano le ore e si avvicina il mercoledì, giorno della verità, Suspense di ciò che verrà in Italia. Ma anche le pressioni per esso stanno crescendo e stanno diventando sempre più importanti primo ministro, Mario Draghi, cambia idea, non buttare via il telo, resta a prua in mezzo alla tempesta.

In 24 ore più di 1.000 sindaci italiani di tutti i colori politici si sono uniti alla lettera aperta. Draghi, il personaggio più prestigioso d’Italia, Per il bene del Paese, il Palazzo dovrebbe rimanere a Sigi.

Stiamo assistendo a una crisi di governo creata da comportamenti sconsiderati con pessimismo e ansia. “Le nostre città, chiamate dopo la pandemia e dopo la guerra in corso, a compiere uno sforzo senza precedenti per far ripartire l’economia, realizzare opere pubbliche essenziali e gestire l’emergenza sociale, non possono resistere alla crisi che oggi rappresenta paralisi e separazione”, hanno spiegato i sindaci di Roma. Milano, Torino, Genova, Firenze, Venezia e città più o meno note della penisola.

Diversi governatori regionali, medici, infermieri, farmacisti, associazioni di camionisti, uomini d’affari e leader di molti settori si sono uniti alla forte richiesta dei sindaci. Tutti sono disperati quando l’ex banchiere se ne va La fine della sostenibilità in un momento molto delicato a causa dell’inflazione, della crisi energetica e sociale e del coronavirus.

Un ex presidente della Banca centrale europea, Draghi, 74 anni, è al potere dal febbraio 2021, invitato dal presidente, Sergio Mattarella In mezzo al coronavirus, per aver tolto le patate dal fuoco dopo la caduta del governo di Giuseppe Conte. Giovedì Si è dimesso Dopo Il Movimento Cinque Stelle (M5E) ha deciso di non votare per la fiducia in un mandato Insieme alle misure di aiuto economico, è stato comunque approvato al Senato.

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Stanco di risse, intimidazioni e giochi politici, ha spiegato Draghi Che se ne vada perché sono state poste le condizioni affinché non possa più avanzare. E, come aveva avvertito qualche giorno fa, ha presentato le sue dimissioni a Mattarella, il massimo arbitro della lunga crisi politica italiana, che non le ha accettate e lo ha invitato a presentarsi in parlamento questo mercoledì.

Anche se nessuno osa fare previsioni perché 48 ore in politica sono un’eternità, si possono vedere due scenari in una situazione molto fluida, con partiti sull’orlo della tensione e rimodellati come mai prima d’ora. In primo luogo, e in modo più devastante, Draghi ha confermato la sua intenzione di dimettersi questo mercoledì dopo un discorso in parlamento in cui nessuno sapeva ancora se il referendum sarebbe avvenuto o meno. poi, Come si vocifera da giovedì, l’Italia andrà alle elezioni anticipate, probabilmente in ottobre Georgia Meloney, Leader dell’italiana Fratelli, un partito di opposizione di destra. Meloni è uscito oggi con il cappello a spillo per attaccare la lettera aperta dei sindaci. “Mi chiedo se sia giusto che questi sindaci, governatori e coloro che la pensano diversamente, che rappresentano tutti i cittadini che governano, utilizzino spudoratamente tali istituzioni come fazioni di partito”, ha esclamato Meloni, l’italiano che guida l’unico partito non facente parte di ” Le Pen” Il governo di unità nazionale di Draghi.

Il Presidente del Consiglio Mario Draghi partecipa a una conferenza stampa dopo un incontro con i sindacati CGIL, CISL e UIL nella sala multifunzionale della Presidenza del Consiglio a Palazzo Sigi a Roma, Italia, il 12 luglio 2022.

Il secondo scenario, più amato a livello internazionale, è la dimostrazione di autorità di Draghi negli ultimi mesi di guerra, in cui è diventato uno dei più fedeli alleati del presidente ucraino. Volodymyr ZelenskyNell’interesse che resta in questi due giorni, le condizioni per la permanenza di “Super Mario” si intrecciano nuovamente con alcuni fatti.

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Secondo molti analisti, cosa che sembra difficile, ma non impossibile, perché la cosa più inverosimile è che Draghi avrà un’ampia maggioranza parlamentare per andare avanti.

Il M5E di Conte, infatti, il maggior colpevole della crisi che nessuno per strada ancora capiva, passava il suo tempo ad aggiornare gli incontri con le sue truppe, sempre più disorientate e divise in “Contians” e “traditori”. Molti dei parlamentari filogovernativi “grillini” arrabbiati con Conte sono pronti a entrare nel partito di centrista formato un mese fa dall’attuale ministro degli Esteri ed ex leader del M5E Luigi Di Maio e sostenere Draghi.

Forze di destra che fanno parte del governo nazionale unito, Forza Italia Ex Primo Ministro e Presidente, Lega di Silvio Berlusconi e Matteo SalvinIo, intanto, mi sono dichiarato favorevole a continuare a sostenere Draghi, ma solo se lascia il M5E. Un movimento del tutto “irresponsabile”, insieme all'”impossibilità di governare”. Se ciò non fosse possibile, Berlusconi e Salvini andrebbero alle elezioni anticipate e, secondo i sondaggi, vincerebbe il centrodestra.

I legislatori si presentano al Senato a Roma, giovedì 14 luglio 2022, prima di votare un disegno di legge sulle varie misure economiche.  La stabilità della coalizione di governo del Primo Ministro italiano Mario Draghi è stata minacciata dopo che legislatori a cinque stelle hanno deciso di non prendere parte al voto di fiducia in parlamento.
I legislatori si presentano al Senato a Roma, giovedì 14 luglio 2022, prima di votare un disegno di legge sulle varie misure economiche. La stabilità della coalizione di governo del Primo Ministro italiano Mario Draghi è stata minacciata dopo che legislatori a cinque stelle hanno deciso di non prendere parte al voto di fiducia in parlamento. Gregorio Borgia – Ab

Il resto del circolo politico, guidato dal Partito Democratico di centrosinistra, ha continuato a lavorare contro il tempo per ritenere tutti responsabili ed evitare di “saltare nel vuoto”.

In questa struttura piuttosto che complessa, Mattarella ha anche fatto pressioni su Draghi perché rimanesse, con un argomento molto semplice e convincente, ha rivelato La Stampa. In ogni caso, è nell’interesse di Draghi rimanere a capo della nave per gestire l’attualità, almeno fino a novembre, anche se a ottobre si terranno le elezioni anticipate, e poi, la carica, con pieni poteri. Nel complesso, ha la maggioranza in Parlamento. In tal caso potrà fare i conti con la legge di bilancio che dovrà essere approvata entro fine anno, potrà proseguire le trattative sul prezzo del gas in Europa, potrà portare avanti la gestione finanziaria destinata a L’Italia dall’Unione Europea. , con misure per controllare l’inflazione, l’escalation e altre emergenze come la guerra in Ucraina. Il tutto fino alle elezioni che naturalmente si terranno in Italia il prossimo marzo o aprile, quando si concluderà l’attuale legislatura.

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Resta da vedere se questo tanto amato scenario fuori dall’Italia diventerà finalmente realtà.