Forum Provinciale per i Beni Comuni: “Gli ex ospedali dell’entroterra tornino al pubblico”

Rosalba Cagli
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Il Forum provinciale per i Beni comuni chiederà al Ministero della Salute e a tutte le altre autorità competenti che i posti letto attribuiti a Villa Montefeltro, la società privata che opera nell’ex ospedale pubblico di Sassocorvaro, vengano erogati da personale pubblico. A Sassocorvaro, così come a Cagli e a Fano, quello che non torna in questa lunga fase di privatizzazione è la carenza di motivazioni. Dal 2013 solo nella nostra provincia abbiamo perso 3 ospedali dell’ entroterra perché, ci è stato detto, i piccoli ospedali erano pericolosi, perché era finito il tempo dei piccoli ospedali sotto casa, perché le leggi nazionali ne obbligavano la chiusura. Sapevamo che non era vero ed oggi i fatti ci danno ragione. Ma la scelta della privatizzazione nella sanità a nostro parere si fa ancora più allarmante se si osserva il quadro nel suo insieme: a Fano per compensare la perdita di gran parte dell’ospedale pubblico si costruirà una clinica privata che non dovrà neppure pagare gli oneri di costruzione, a Fossombrone alcuni servizi diagnostici di radiologia dell’ex ospedale verrebbero affidati ad una Fondazione privata no profit, e a Pesaro saranno i privati a finanziare gran parte dell’ospedale unico e ad avere la concessione di tanti servizi non sanitari con un project financing i cui dettagli sui costi e sui rischi restano segreti nonostante le nostre richieste. Perché preoccuparsi della privatizzazione? Prima di tutto perché oggi esiste un tetto massimo di posti letto pagati con i soldi pubblici ogni 1000 abitanti e quindi ogni posto letto privato convenzionato riduce di fatto la possibilità di ricostruire la rete ospedaliera pubblica. Inoltre nessuno ha mai discusso dei rischi della privatizzazione in termini non solo economici ma anche di sicurezza e appropriatezza o di condizioni di lavoro precarie.  Non si discutono ne le ragioni di convenienza economica ne gli altri vantaggi che dovrebbero motivare ogni impiego di risorse pubbliche. Infine nessuno si chiede se i privati che utilizzano risorse pubbliche hanno l’obbligo di rispettare le norme di garanzia obbligatorie per gli enti pubblici, come ad esempio quelle sulla trasparenza, sulle assunzioni di personale tramite concorso o sulle gare per gli acquisti. Per queste ed altre ragioni, siccome privatizzare i servizi sanitari non è un merito e neppure un obbligo, anche a fronte della già annunciata norma che sblocca i limiti del personale sanitario, chiederemo in tutte le sedi competenti che la Regione potenzi il personale pubblico in tutte le strutture ospedaliere esistenti al 2013 invece di continuare ad affidare i servizi sanitari a soggetti esterni, senza neppure una concertazione sul territorio e nel bel mezzo della discussione del nuovo piano sanitario.
Forum provinciale per i Beni comuni
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