Cantiano, richiedenti asilo tra integrazione e lavori utili

Dalla scorsa estate la struttura Casa Cordelli di Chiaserna ospita richiedenti asilo. Siamo entrati all’interno per capire chi sono, cosa fanno, come si stanno integrando col tessuto sociale locale. Sono ragazzi provenienti da Bangladesh, Pakistan, Nigeria, Guinea Bissau, Senegal, Gambia ed Etiopia. Nel corso dei mesi alcuni sono partiti per altri paesi europei per ricongiungersi a membri della famiglia o semplicemente amici, altri hanno trovato lavoro in altre province italiane. Li racconta Rita Giacomini: “Il gruppo più consistente è rimasto qui, ragazzi bravi, che non hanno mai dato problemi e che rimangono volentieri a Chiaserna dove hanno trovato un ambiente familiare. Hanno alle spalle storie dolorose di sopraffazione personale, di guerra, terrorismo e/o di miseria. Alcuni provengono dalle prigioni libiche e portano nel corpo e nella mente i segni di una violenza inaudita che riaffiorano la notte e che cercano di curare piano, piano con l’aiuto di operatori, volontari e gente comune”. Il 13 febbraio è stata firmata la convenzione tra Comune di Cantiano e Auser. “Una  convenzione che abilita i ragazzi che hanno aderito a prestare la loro opera in lavori socialmente utili. L’adesione è stata massiccia perché tutti hanno voglia di fare qualcosa e di conoscere persone con le quali stringere rapporti che possano farli sentire vivere e apprezzati. È inoltre anche un modo per ringraziare la comunità che li ospita: più lavorano e più sono contenti e tornano a casa col sorriso. E questo anche grazie agli operai del Comune che li seguono con attenzione e premura. Hanno partecipato alla Festa del Cavallo e alla Turba chiamati dalla protezione civile, hanno verniciato, pulito, tagliato erba, aiutato a montare e smontare stand per la Piazza del Gusto e al campo sportivo per il memorial Norman Passeri”.

Argomenta Rita: “Questi ragazzi sono disponibili a fare qualunque lavoro, anche lavoretto, per dare un senso alla loro attesa dei documenti e anche per avere qualche soldino da spendere perché, mentre aspettano, hanno anche una famiglia da aiutare e 10 euro fanno la differenza”. L’accoglienza è gestita dalla Labirinto di Pesaro. Rita chiude con un pensiero… “Amadou il ragazzo che ho adottato è uno di quelli arrivati nel 2015 e che è voluto tornare a Cantiano”.

servizio tratto dall'ultimo numero di Flaminia e Dintorni
 (erroneamente è stato citato il nome di Rita Fiorucci,
in realtà è Rita Giacomini - ci scusiamo coi lettori)