Cagli: Zico Pieri porta a termine la sua impresa: “Affetto veramente grande. Avrei potuto continuare tranquillamente!”

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Alle 22:56 di ieri sera Giacomo (detto ‘Zico’) Pieri ha portato a termine la propria impresa dell’Everesting Unlimited. È riuscito ad andare ben oltre le 33 scalate del monte Petrano previste (obiettivo raggiunto già martedì intorno alle 12), fermandosi solo a 45. In questo modo ha stabilito un nuovo record mondiale, essendo l’unico ad aver compiuto un impresa simile, ed ha portato a compimento il quarto Everesting. Partito sabato mattina all’alba, in quasi 5 giorni ha compiuto più di 900 km in circa 114 ore (riposando solo qualche ora al giorno). Ad attenderlo, presso il parcheggio di Porta Massara di Cagli, almeno 150 fra amici e conoscenti, cagliesi e dei comuni limitrofi. “Il vero progetto era coinvolgere la gente ed emozionarla. Di questi momenti non se ne vivono tanti. In questi giorni l’affetto, si vede anche adesso, è stato veramente grande, lungo la strada e in cima al Petrano. Questo ha scatenato delle emozioni in me molto forti ed anche nelle persone soprattutto (ne ho viste diverse piangere)” ha detto Pieri pochi secondi dopo l’arrivo. Poi ha aggiunto come “avevamo iniziato già un mese fa a raccogliere soddisfazioni, fino all’evento, durante all’evento e abbiamo creato anche i presupposti per raccogliere soddisfazioni dopo l’evento, quindi è stato un super successo. Si erano creati dei presupposti che era giusto che io mi fermassi, ma potevo continuare tranquillamente, non so per quanto”. In questi giorni Zico Pieri è stato seguito dal proprio medico dello sport, dal medico di famiglia e non è mai stato lasciato solo neanche dal proprio staff. I suoi dati sono stati analizzati anche dall’Università di Urbino. Era presente il prof. Ario Federici (docente di scienze motorie) che ha voluto aggiungere come “sono rimasto folgorato da questo personaggio quando è venuto ad Urbino a parlare ai ragazzi universitari, ma prima ancora nel mio ufficio quando mi hanno detto: ‘c’è un signore mezzo strano, mezzo matto, che vuol fare una cosa un po’ strana’. Ci ho parlato cinque minuti e ho capito che non era un matto ma un autentico atleta. Mi devo fare il regalo di fargli conoscere Giuseppe Ottaviani (l’ultra centenario campione olimpico di Sant’Ippolito), due fenomeni”.

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