Comuni con una sola lista, l’appello dei candidati: “Non votare un suicidio amministrativo”

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Rosalba Cagli
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A forte rischio progetti, partecipazione a bandi (finanziamenti),
sostegno a eventi, manifestazioni, tassazioni…

Mai come in questa tornata elettorale troviamo piccoli Comuni della nostra provincia con una sola lista a correre, circa una decina. Necessario per loro raggiungere il quorum, ovvero il 50% più uno dei votanti alle urne. Nello specifico cosa rischiano questi Comuni? Qualora non venisse ottenuto il numero sufficiente ai seggi, le elezioni non sarebbero valide e il municipio sarebbe commissariatoTesto Unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali approvato con Decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 – Capo III, articolo 71.

Elezione del sindaco e del consiglio comunale nei comuni sino a 15.000 abitanti Comma 10 – Ove sia stata ammessa e votata una sola lista, sono eletti tutti i candidati compresi nella lista, ed il candidato a sindaco collegato, purché essa abbia riportato un numero di voti validi non inferiore al 50 per cento dei votanti ed il numero dei votanti non sia stato inferiore al 50 per cento degli elettori iscritti nelle liste elettorali del comune. Qualora non si siano raggiunte tali percentuali, l’elezione è nulla.

Da qui l’appello di alcuni “unici” candidati sindaci del nostro territorio.

Alessandro Piccini (Cantiano): “Per una comunità unità era lo slogan con cui ci presentammo ad amministrare il paese 5 anni fa. L’aver lavorato con serietà, a testa bassa, ascoltando tutti e dialogando con tutti, sempre nel merito delle questioni e mai per ideologia presa; l’aver raggiunto risultati storici per la comunità cantianese, l’aver sempre lavorato per unire e mai per dividere, hanno portato il paese, oggi, ad essere più sereno ed unito. Ed ecco, forse, le vere ragioni, che stanno alla base di una sola lista. Sono fiducioso nei cantianesi e nella loro intelligenza. Non andare al voto ci porterebbe verso il commissariamento e quindi verso un suicidio amministrativo! Chi ha a cuore il futuro di Cantiano non può e non deve permetterlo!”.

Alessandro Avaltroni (Fratte Rosa): “L’eventuale arrivo del commissario prefettizio sarebbe la paralisi del Comune, mentre certi servizi come l’ufficio postale, il punto prelievi dell’Asur e dell’Avis, la salvaguardia delle scuole, il trasporto a chiamata per le persone più deboli e l’assistenza domiciliare o educativa, vanno difesi. E chi può farlo meglio di un amministratore locale che un commissario senza nessuna conoscenza della nostra comunità? Solo chi non ha necessità di certi servizi può pensare il contrario e sarebbe un discorso egoistico, mentre una comunità deve pensare per prima cosa alle persone più fragili e più deboli. Solo per questo spirito di servizio ho deciso di ricandidarmi di nuovo alla guida del paese”.

Daniele Tagnani (Frontone): “Lista unica se da una parte significa disinteresse generale verso la politica, dall’altra si sposa col volere della gente. A chi dice che non c’è democrazia rispondo semplicemente che ogni singolo cittadino ha avuto la possibilità di presentare la propria candidatura e se questo non è stato fatto né io né la mia lista abbiamo colpe. Oltretutto lista unica non vuol dire assenza di avversari anzi, il quorum è lo sfidante principale. Il rischio commissariamento con conseguenze preoccupanti per Frontone è molto alto, ma noi ce la mettiamo tutta”.

Davide Dellonti (San Lorenzo in Campo): “Questa lista Rinascita Laurentina è nata per la continuità con il lavoro svolto, ma è l’unica che si presenterà alle votazioni. E’ estremamente importante che il numero dei votanti sia superiore del 50 % agli aventi diritto al voto. L’invito è di recasi alle urne per raggiungere il quorum, altrimenti il Comune verrà commissariato. I progetti futuri (e ne abbiamo diversi in piedi) si fermerebbero e perderemmo ingenti finanziamenti. Il paese rimarrebbe fermo per 5 anni e non avremmo in Comune più nessuno a cui rivolgerci per risolvere i nostri problemi”.

Ludovico Caverni (Serra Sant’Abbondio): “Le parole d’ordine sono ascolto, condivisione, ricerca di finanziamenti, servizi al cittadino, in particolare quelli sanitari, adoperandoci per la funzionalità dell’ospedale di Pergola, nostro nosocomio di riferimento. E poi punteremo su ambiente, qualità della vita, turismo, tutela della scuola e lavori pubblici. Ampio sostegno alle nostre micro imprese. Ma tutto questo sarà possibile se la gente andrà a votare”.

Marco Ciccolini (Urbania): “Urbania è punto di riferimento per tutto l’entroterra. In questi anni l’obiettivo dell’amministrazione comunale è stato quello di migliorare la qualità della vita dei propri cittadini. Per fare questo siamo partiti dalla riorganizzazione della struttura comunale cercando di liberare risorse, abbassando la spesa corrente e di personale. E’ stata data molta attenzione alle opere pubbliche, alla sicurezza delle infrastrutture e delle scuole, alla riqualificazione del centro storico e del patrimonio, alla manutenzione in tutta la città. Cercheremo di migliorare la città anche nei prossimi 5 anni sapendo affrontare le nuove sfide che arriveranno. Continueremo a progettare e a fare arrivare fondi economici importanti per la città e per il suo sviluppo”. Il rischio se non si raggiungessero i quorum è quello del commissario prefettizio: “Sono convinto che i miei cittadini mi appoggeranno e mi voteranno – dice Ciccolini -, sono stato il sindaco di tutti e continuerò ad esserlo. Per questo motivo mi sono rifiutato di presentare una seconda lista fantoccio che potesse aggirare il quorum del 50% da raggiungere per legge”.

 

 

 

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