Consiglio regionale, sfiducia nei confronti dell’assessore alla caccia e pesca: respinta la mozione

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Presentata mozione da alcuni consiglieri di opposizione per chiedere di sostituire il titolare della delega dopo gli ultimi provvedimenti per ripristinare il calendario venatorio. L’atto di indirizzo, dopo un partecipato dibattito, è stato respinto ad ampia maggioranza con 17 voti contrari, 7 favorevoli e 1 astenuto

La seduta di oggi, dopo la votazione di alcune modifiche all’ordine del giorno, è proseguita con la discussione dell’atto di indirizzo “Mozione di sfiducia verso l’assessore con delega alla caccia e pesca”, respinto dopo un lungo confronto con 17 voti contrari, 7 voti favorevoli (M5s, Lega Nord e Bisonni Gruppo Misto) e 1 astenuto (Marconi Udc). Nella mozione, a iniziativa dei consiglieri del Movimento Cinque stelle Maggi, Fabbri, Giorgini, Pergolesi, del consigliere Bisonni (Gruppo misto) e dei consiglieri della Lega Nord Zaffiri e Malaigia, si esprime sfiducia nei confronti dell’assessore titolare della delega e si chiede alla Giunta regionale l’impegno ad individuare immediatamente il nuovo assessore “in una figura consona e all’altezza del ruolo”. In premessa vengono riportate le richieste di sospensiva del Piano venatorio presentate da alcune associazioni ambientaliste, accolte prima dal Consiglio di Stato e poi dal Tribunale amministrativo regionale, e i conseguenti provvedimenti proposti in Aula dall’assessore per ripristinare il calendario venatorio. Il capogruppo Maggi (M5s) ha presentato il testo e ha ricordato le due lettere inviate ai cacciatori dall’assessore per informarli sui provvedimenti messi in campo per superare le ordinanze, specificando chi ha votato contro.

«Vi invitiamo a sfiduciare un assessore chiamato per un debito elettorale – ha detto Maggi – che ha palesemente dimostrato approssimazione nel gestire il mandato. Siete favorevoli a provvedimenti che gettano ombre sull’imparzialità di questa istituzione?». Il capogruppo della Lega Nord Sandro Zaffiri, dopo aver esposto in Aula un fac-simile della lettera inviata da Pieroni con la scritta “Caro cacciatore la caccia è stata chiusa per colpa mia”, ha parlato di «un Governo della Regione che ha tergiversato su una cosa molto importante. A una categoria messa in difficoltà si manda una lettera in cui ci si assume le proprie responsabilità, se il Tribunale ha dato ragione alle associazioni, la colpa è solo dell’assessore».

Piergiorgio Fabbri consigliere regionale M5S

Piergiorgio Fabbri (M5s) ha ricordato gli atti da lui presentati fin dall’inizio della legislatura per sollecitare la redazione del nuovo Piano, «sono passati tre anni e mezzo non siete stati capaci di fare quello che dovevate fare, è una grave mancanza programmatoria, senza un piano B». Il consigliere Gianluca Busilacchi (Mdp), sebbene il suo voto sia stato contrario alla legge per il ripristino del calendario venatorio, giudica la mozione sbagliata, perché «un assessore è la sintesi di un insieme di scelte e deve rimanere al proprio posto. Sostengo questa Giunta e questa maggioranza, ma posso essere contrario ad alcune singole scelte».

 

«Non c’è una regione che ha già approvato il piano faunistico regionale» – ha evidenziato Gino Traversini (Pd), presidente della Seconda commissione. Luca Marconi (Udc) spiega il suo voto di astensione alla mozione, ma non condivide «l’accusa di propaganda mossa nei confronti dell’assessore per la categoria dei cacciatori». Per Bisonni in questa vicenda «è stata dimostrata grande incapacità. Questa situazione non ha precedenti nella storia della Regione, con due leggi consecutive sono stati contestati due pronunciamenti del Consiglio di Stato e del Tar e l’assessore ha anche la responsabilità dell’aumento del numero dei cinghiali». Per Giorgini (M5s) «la responsabilità maggiore è l’invio delle lettere». Dopo aver annunciato voto contrario alla sfiducia, il consigliere Giancarli (Pd) si è detto «contrario all’abolizione della caccia, ma a favore di una caccia ben regolamentata, perché non si possa cacciare ovunque e tutte le specie».

Al termine del confronto ha preso la parola l’assessore Moreno Pieroni. «All’inizio della legislatura abbiamo vissuto il momento più difficile da gestire nel rapporto tra danni e mondo agricolo, che non veniva risarcito dal 2013. Dopo due anni abbiamo superato quella criticità forte e oggi, a tre anni di distanza, tutti gli Atc hanno potuto pagare il 50% dei danni. Un’amministrazione regionale, nel rispetto delle ordinanze, doveva evitare che una criticità legata alla non approvazione del Piano diventasse una grave penalizzazione per il mondo collegato alla caccia, e non solo alla caccia degli ungulati. Per quanto riguarda la lettera – conclude Pieroni –, citare i nomi non lo trovo così irriverente, se avete pensato questo me ne scuso».

La consigliera Romina Pergolesi (M5s) ha chiesto il voto per appello nominale, augurandosi che «le criticità presenti nelle lettere non siano più riproposte». Boris Rapa (Socialisti – Uniti per le Marche) ha dichiarato il suo voto contrario, parlando di «una richiesta demotivata verso un assessore che ha fatto scelte equilibrate e che non si è mai sottratto alle sue responsabilità». Urbinati, capogruppo Pd, parla di «una mozione che non ha nessun senso. L’opposizione si fa con un percorso politico, si fa con una contro proposta, non si fa con le mozioni di sfiducia e questa mozione è un buco nell’acqua».

Consiglio regionale Marche (l.v.)
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