Consiglio Direttivo del Comitato per il Parco: “Basta falsità, vogliamo un confronto serio”

Riceviamo e pubblichiamo dal Consiglio Direttivo del Comitato per il Parco il seguente comunicato stampa in merito alle dichiarazioni rilasciate al nostro articolista Simone Giacomucci (pubblicate sia sul cartaceo che on line nel nostro portale) da Paola Sabbatini, agronomo, membro del comitato NO parco

Alcune delle affermazioni dell’agronoma Paola Sabbatini sono inesatte e meritano delle puntualizzazioni. Sulla prima affermazione premetto che il nostro è un comitato trasversale non politico con base territoriale…. non abbiamo nulla da eccepire. Il comitato è così evidentemente apolitico che uno dei due portavoce è un esponente dell’estrema destra provinciale. Lo slogan di rito è “padroni a casa nostra”. Quindi non ci sono dubbi. L’agronoma, afferma quindi che “…con l’istituzione del parco sarà vietata la caccia, la raccolta e il danneggiamento delle specie vegetali (funghi, tartufi, more, ecc.)”. In realtà, a parte la caccia (che meriterebbe un discorso a parte), la raccolta di funghi, tartufi e more nei parchi è permessa; anzi, vengono agevolati i residenti, che possono andare gratis tutti i giorni della settimana, mentre i non residenti devono pagare, oltre alle tessere regionali, anche quelle del parco e possono fare raccolta solo due – tre giorni la settimana. Nei parchi a noi vicini la proporzione di spesa è “residenti zero – non residenti cento”. Questi sono i fatti, nudi e crudi, cosa evidentemente diversa dalla “narrazione agronomica” della portavoce comitale. La Sabatini afferma anche che “quasi la totalità dei 40.000 ettari dove dovrebbe ricadere il parco sono riconducibili a proprietà private, costituite per lo piu’ da università agrarie, comunanze e aziende agricole”. In realtà è vero il contrario. Con un po’ di conoscenza del territorio si evince facilmente che vaste superfici appartengono ai demani delle regioni interessate (quasi metà del totale) e per il resto, le stesse università agrarie (o comunanze che dir si voglia) sono enti pubblici, anche se in genere si tende a dimenticarlo. Di piccole proprietà private ce ne sarebbero in realtà abbastanza poche. Si parla sempre in via ipotetica, dato che il parco non esiste e i confini non sono mai stati discussi. La Sabatini termina affermando che “questi proprietari hanno delle attività che diventerebbero incompatibili con la realizzazione del nuovo parco”. E’ in realtà vero il contrario; nei parchi le attività agricole e l’allevamento vengono in genere sostenute (in ogni caso non osteggiate) dalle istituzioni. Nei Parchi Nazionali non è mai morto di fame nessuno, anzi; basta fare un giro in uno di quelli che funzionano per verificare di persona l’abnorme sviluppo delle attività commerciali, che non esisterebbero neppure senza la presenza del parco. La conclusione “ad effetto” della Sabbatini è che “non è con un parco che si risolvono i problemi dell’entroterra, ma facendo funzionare ospedali, scuole e tenendo bene le strade”; per rimanere in linea noi potremmo aggiungere che gli uccelli volano, i pesci nuotano e le persone camminano. E’ davvero singolare che l’alfiere massimo del “movimento” no parco (che suona anche male), già candidata dei verdi ed esponente di quel partito, sia così palesemente disinformata proprio sulle questioni che l’hanno indotta ad impegnarsi in una vera e propria “crociata” contro i parchi nazionali.

Consiglio Direttivo del Comitato per il Parco
parco.catria-nerone@libero.it