Sanità provinciale, Ruggeri: “Anche i sindacati dalla parte del potere regionale”

Carlo Ruggeri

Ieri, 2 agosto, sulla stampa, invasa da foto di annunci sul famigerato (per noi!) ospedale unico a Muraglia di certa realizzazione secondo la volontà di Ceriscioli e che vedrà l’inaugurazione  entro 5 anni e mezzo dall’incarico realizzativo ufficiale, appare anche riportato un report del sindacati Cgil, Cisl e Uil la cui parte finale virgolettata non ci meraviglia, dato che più e più volte abbiamo denunciato la posizione ambigua, pendente verso il potere regionale, da parte  della triplice sul dramma sanitario… Essi, che si professano spesso rappresentanti di lavoratori e  pensionati (anziani sono la stragrande  parte dei tesserati) mai e poi mai  hanno avversato l’ospedale unico di tutta la provincia sin dal suo annuncio, nè il relativo pronto soccorso unico recentemente sbandierato dal governatore, forieri della chiusura, a breve e medio termine dei servizi sanitari e pronto soccorso vitali nel restante territorio tutto. Operazioni degradanti  cominciate con la chiusura giàimposta e realizzata dei tre ospedali di Cagli, Fossombrone e Sassocorvaro, che proseguiranno  con lo smantellamento del Santa Croce di Fano, trasformandolo, da ospedale autonomo,  in uno stabilimento di Muraglia, continuate  con il progressivo svilimento dell’ospedale di Pergola, e che saranno concluse  con la deduttiva chiusura dell’ospedale di Urbino(mediante  protocollo d’intesa Comune di Urbino/Regione come per Fano?) dopo la realizzazione dell’unico ospedale provinciale a Muraglia, di cui oggi si annuncia l’ufficialità della scelta del progetto. Quindi, tacendo, avallano silenziosamente la realizzazione dell’ospedale unico, sicuro emblema di  infognamenti, disfunzioni e caos amplificati, proprio quei tre sindacati che oggi leggiamo aver ancor più dichiarato tra virgolette “la trasformazione dei piccoli ospedali in strutture territoriali va compensata con investimenti sulla rete dell’emergenza, a partire da un  potenziamento delle potes (118) e dei mezzi di soccorso avanzato (118 ?)”. Hanno trovato la soluzione (diciamo noi)! Un ospedale sostituito da ambulanze! Infine, annota la stampa, dal report della  triplice: la riorganizzazione del sistema delle cure primarie ed intermedie va potenziato con gli ospedali di comunità e le case della salute. Da tutto ciò cosa  si deduce?

Di certo  il silenzio/assenso dei sindacati sulla realizzazione del famigerato (per noi) ospedale unico, e poi la presa d’atto dell’inchino, di fatto,  della triplice sindacale alla scellerata chiusura di 3 ospedali, con la successiva  imposizione sostitutiva da parte del  potere regionale di Ceriscioli, dei miserrimi “ospedali/ambulatorio di comunità“, portanti pure   alla cancellazione conseguente  del punto di primo intervento. Sindacati a protezione degli inermi, degli anziani, degli ignoranti (quelli che ignorano)? Diremmo proprio di no! l’allineamento, da parte degli stessi,  alla politica baricentrica ospedaliera di Ceriscioli, del Pd, Udc e Socialisti ci è molto ben evidente e  chiara. C’è una tendenza generalizzata, anche da parte di quasi tutti i partiti, ad un profondo e deferente inchino allo smantellamento generalizzato della sanità provinciale, dovuto ad un misto tra il menefreghismo e l’inedia, condito da inciuci, tra i “big”, a macchia di leopardo. Restano a combattere tra la gente, costantemente,  contro l’ospedale unico e contro le chiusure dei tre ospedali, di fatto, solo il nostro comitato provinciale e comitati a noi  collegati, ed un manipolo di sindaci, e minoranze consiliari, aderenti al policentrismo ospedaliero del  “patto di Piagge”….

Carlo Ruggeri - comitato provinciale pro ospedali pubblici