Pd: “E’ giusto il riconoscimento di area disagiata dell’ospedale di Pergola nel nuovo Piano socio sanitario”

L’ospedale di Pergola

 “All’interno del percorso partecipato dell’elaborazione del nuovo piano sanitario il Pd di Pergola ha inviato già alla Regione, tramite apposita scheda, un contributo motivando e chiedendo che l’ospedale di Pergola venga inserito nel nuovo piano come ospedale di area disagiata con tutti i servizi previsti dal DM 70/2015”, precisa Graziano Ilari che aggiunge: “Oggi l’ospedale di Pergola è un ospedale di base per acuti con Unità Operative Complesse di Medicina e Lungodegenza con due posti di OBI, Chirurgia, Riabilitazione Intensiva, Laboratori e Punto di Primo Intervento. Le criticità, che vanno risolte il prima possibile altrimenti così non si può più andare avanti, riguardano la Chirurgia e l’insufficienza del PPI. Per continuare a svolgere il proprio servizio deve essere dotato di Pronto Soccorso, anche se con funzioni ridotte, con personale interno alla struttura (sistema di emergenza urgenza linee di guida n. 1/1996) e con la presenza del rianimatore (servizio di anestesia) h 24.”

Poi Graziano Ilari precisa: “L’idea del policentrismo è in contrasto e ignora la normativa nazionale. Noi abbiamo sempre sostenuto le ragioni dell’ospedale per acuti in quanto area disagiata, soprattutto per la viabilità.  A differenza dell’amministrazione Baldelli che non ha mai appoggiato la nostra tesi condannando in ogni occasione il Piano Sanitario 2012-2014 che ha salvaguardato lo status di ospedale dalla riconversione”. L’invito del Pd provinciale, quindi, è quello di adoperare a un pieno riconoscimento dell’ospedale di Pergola in “area disagiata”: “Come promosso per primi da “Pergola Unita” – precisa Gostoli – di cui condivido pienamente il merito, ma anche i metodi e i toni responsabili con cui hanno avanzato la proposta. Al di là delle situazioni da risolvere temo che la strada per migliorare le cose non sia quella di generare allarme – aggiunge il segretario provinciale – altrimenti le persone decidono di andare altrove. Se vogliamo davvero risolvere le questioni prima di tutto le istituzioni devono fare squadra e collaborare, perché la sicurezza dei cittadini non può essere oggetto di scontro e propaganda politica”, è l’appello finale di Gostoli.