Bilancio della Giornata per la trasparenza dell’Asur Marche. Pochi i presenti…

In archivio la giornata per la trasparenza dell’Asur Marche e delle altre Aziende provinciali, collegate in video conferenza tra loro. Area vasta 1 era collegata dalla sala Gialla dell’Asur di Fano. E’ stato subito evidente la scarsa partecipazione dei cittadini. I pochi presenti sono stati soprattutto i dipendenti delle aziende sanitarie. Un incontro importante perché i cittadini avrebbero potuto interloquire direttamente con i vertici aziendali. Mancanza di rilievo, la responsabile della trasparenza dell’Asur Marche la dott.sa Lucia Cancellieri, perché indisposta. Sono subito apparsi le complessità delle aziende sanitarie che contano complessivamente 19.000 dipendenti. Interessante l’esordio del direttore amministrativo generale, che citando Filippo Turati, parlamentare del 1908, il quale a proposito della pubblica amministrazione, usava la metafora della “casa di vetro”, ripresa successivamente dalla Commissione Nigro, per la stesura della prima vera legge sull’accesso agli atti, la L. 241/90. Validi relatori hanno presentato lo sforzo dell’azienda, al fine di essere davvero trasparente. Due interventi sostanziali da parte dei cittadini. Fabio Amici dell’ACU Marche, da Ancona ha sottolineato come sia stata poco pubblicizzata la giornata, di come sia evidente la mancanza delle associazioni, dei sindacati, dei cittadini. Ha sostenuto la partecipazione dei portatori di interesse alla costruzione della carta dei servizi aziendali, che deve contenere già criteri, disponibilità, accessibilità. L’altro intervento è stato il mio, come rappresentante del  WWF Marche, in quanto esperto a livello provinciale in materia di accesso, partecipazione, trasparenza. Ho chiesto, perché i criteri delle liste di attesa sono legati solamente ai codici di precedenza previsti nelle impegnative , U, B, D, P. Per gli altri che non hanno queste diciture come si procede? Se si va oltre i tempi previsti dalle indicazioni nazionali sui 43 esami diagnostici indicati, perché non si danno indicazioni? Inoltre ho messo in evidenza come per il cittadino l’accesso ai vari siti Asur regionali e provinciali sia confuso: ci sono i vecchi spazi web ancora presenti da eliminare, l’accesso ai nomi e contatti dei dirigenti responsabili è fatto riportando intere delibere. Parlando tra i presenti si è convenuto che il materiale c’è, ma che l’accesso a questa documentazione  è difficile per il cittadino. Eppure il codice dell’amministrazione digitale prevede che la documentazione informatica dei siti delle amministrazioni, sia “di facile accesso” per tutti, anche per i diversamente abili. Inoltre  ho ancora evidenziato come a tutt’oggi pur essendo stata completata a maggio, non sia stata pubblicata la relazione “Profilo salute”.  Così come non mii sia stato consegnata copia  del  registro dei tumori compilato dall’Università di Camerino, richiesto assieme al consigliere comunale di Gradara Angelo Petrella. Il direttore Asur 1, Tiziano Busca, ha risposto dicendo, che tale prodotto è riservato agli specialisti e scienziati, può essere di difficile comprensione per il cittadino, ma la normativa trasparenza sostiene che i documenti detenuti da una amministrazione o da privati che gestiscono un servizio pubblico, devo essere concessi e nel caso di dati sensibili questi possono essere oscurati. Un ultimo intervento da me  proposto, citando una frase popolare “Grida vendetta”, è la mancata pubblicazione delle analisi delle acque potabili da parte dei Dipartimenti di Prevenzione. Tale pubblicazione era richiesta sin dal 2005 dal decreto 195 sulle informazioni ambientali,  la cui stesura iniziale era del 1999. Oggi le informazioni ambientali sono inserite all’interno delle pubblicazioni relative alla trasparenza. Ciò accade nonostante che l’Unione Europea, nella proposta di modifica delle norme sull’acqua potabile, redatta a marzo 2018, metta in evidenza l’eventuale diffidenza per l’uso delle acque pubbliche, proprio dovuta  alla mancata pubblicazione dei dati delle analisi. Una giornata della trasparenza proficua, a detta del direttore amministrativo Asur Marche da ripetere più volte nell’anno.

Peppe Dini