Fano, monitoraggio ambientale nella zona industriale di Bellocchi. I 5 Stelle chiedono spiegazioni sulla centralina

Monitoraggio ambientale nella zona industriale di Bellocchi. Che situazione persiste. Se lo chiedono Marta Ruggeri, Hadar Omiccioli e Giovanni Fontana, consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle – Fano: “Premesso che da molti anni viene continuamente portata all’attenzione dell’amministrazione da parte di cittadini e comitati la preoccupazione per la situazione ambientale dell’area industriale di Bellocchi, caratterizzata dalla presenza di una delle maggiori realtà industriali europee nel trattamento dell’alluminio, ma anche da tante realtà più piccole e variegate che potrebbero in ogni caso contribuire al peggioramento delle condizioni ambientali della zona – scrivono -a settembre 2015, era stata finalmente firmata una convenzione tra Regione Marche, Comune di Fano, Arpam, Asur e ditta Profilglass per la realizzazione e l’attivazione di una centralina per il monitoraggio continuo della qualità dell’aria, in termini di PM10 e NO2, ma anche di alluminio, piombo, arsenico, cadmio e nichel. La centralina – si legge nella nota – ha registrato, per le PM 10, a partire da aprile a dicembre 2016 ben 26 sforamenti e altri 27 da gennaio a marzo 2017 (ricordiamo che in un anno se ne possono avere al massimo 35). Era previsto nella convenzione che la centralina venisse ciclicamente posizionata (all’incirca ogni anno) in quattro stalli differenti, collocati tutti all’interno dell’area industriale;da luglio 2017 non vengono più pubblicati dati sul sito del Comune di Fano e ci risulta che la centralina, come previsto sia stata dislocata presso un nuovo punto nell’area industriale ma non sia al momento attiva”. Inoltre… “Nel giugno 2017, rispondendo ad una nostra interrogazione, a seguito di un tavolo tecnico a cui avevano partecipato Regione Marche, l’Istituto Superiore della Sanità, ASUR, ARPAM e Università di Urbino, l’assessore all’Ambiente Samuele Mascarin, ha annunciato l’avvio di una fase di studio per individuare possibili fonti di inquinamento nella Zona Industriale di Bellocchi di Fano, incarico da assegnare all’Università di Urbino. L’assessore aveva assicurato massima trasparenza su questa attività e sollecita condivisione dello svolgimento e degli esiti con la cittadinanza. A dicembre 2017, dopo 6 mesi di silenzio, avevamo chiesto attraverso un’altra interrogazione all’assessore quale fosse lo stato delle attività che aveva sollecitamente risposto dicendo …. ‘Le analisi sulla mappatura ambientale dell’area industriale di Bellocchi si faranno e avranno avvio in tempi brevi. Lo scorso 30 novembre il consiglio comunale ha approvato, nel contesto della delibera di modifica del bilancio di previsione 2017/2019, le risorse finanziarie pari a 73mila euro per avviare un’indagine conoscitiva sull’intera area industriale. Lo studio sarà realizzato per conto del Comune di Fano, sulla base di un protocollo già definito, dall’Università di Urbino’. Considerato che i dati relativi alle rilevazioni della centralina nella zona di Bellocchi pubblicati sul sito del Comune di Fano (https://comune.fano.pu.it/index.php?id=2370) sono disponibili solo fino al mese di luglio 2017 e che dalle ultime parole dell’assessore Mascarin di dicembre 2017 non si sono avute più notizie né dell’avvio delle attività di mappatura né degli eventuali esiti di questa analisi (se c’è stata), anche se teoricamente la convenzione dovrebbe essere stata firmata con decorrenza dal 15 gennaio 2018 per una durata di 18 mesi, vogliamo sapere da sindaco e giunta per quali motivi la centralina di monitoraggio della qualità dell’aria nell’area produttiva di Bellocchi non è più attiva, quali azioni ha intrapreso l’assessore per sollecitare gli altri enti a continuare il monitoraggio e riattivare la stessa, se sia stata effettivamente avviata l’attività di mappatura dell’area industriale di Bellocchi di cui dovrebbe essere stata incaricata l’Università di Urbino, quando saranno avviate le suddette attività, se ancora non lo fossero state e a che punto è la mappatura e/o quali sono gli esiti nel caso l’attività sia stata avviata e/o conclusa in questi 6 mesi”.