Pollegioni (FdI): “Caro Seri per difendere la sanità fanese servono uomini coraggiosi, è quello che mi aspetto da te l’11 giugno e non il 5 giugno in Regione!”

Sindaco Seri non firmi, il 5 giugno in Regione, quel protocollo di Ceriscioli sulla sanità, non si fidi di quella postilla chiamata chirurgia. Firmerà la fine del Santa Croce! A differenza di quanto deciso dai burocrati della Regione Marche e avallato dai gerarchi del Partito democratico, l’ospedale Santa Croce di Fano deve tornare ad essere, invece, un importante presidio sanitario provinciale, come giustamente indicato dalla proposta di piano sanitario del Patto di Piagge e che sarà presentato dal sindaco di Pergola Francesco Baldelli  alla prossima riunione dei sindaci di Area Vasta a Urbino dell’11 giugno dove sembra che sarà presente anche il presidente della Regione Ceriscioli. Il nosocomio di Fano non può essere ridotto a poliambulatorio o cronicario ma deve rimanere un forte riferimento provinciale in grado di creare una rete tra i servizi sanitari della fascia costiera e l’entroterra. Quello di Fano deve rimanere un ospedale autonomo di secondo livello collegato al nosocomio di Pergola, primo livello  e a quello di Fabriano. L’ospedale di Fano non serve semplicemente la terza città delle Marche ma può garantire un servizio sanitario importante ad una grossa fetta della Valle del Cesano e del Metauro, parliamo di una mobilità superiore ai  140 mila utenti che non possono essere trascurati.

Il nuovo piano sanitario proposto dal Patto di Piagge, e presentato dal sindaco di Pergola Francesco Baldelli pochi giorni fa a Fano, contempla una rete che collega le strutture di Urbino, Pesaro, Fano, Pergola fino ad arrivare a Fabriano. Questa sarebbe una rete ospedaliera vincente che può integrarsi con i nosocomi di Fossombrone, Cagli e Sassocorvaro  che devono tornare a rivestire il ruolo di ospedali con le stesse funzioni di un tempo. Non si può accettare un modello sanitario a trazione Pd  fatto di disattenzione verso il bene comune e protratto verso gli interessi  della sanità privata. La riunione di Area Vasta dell’11 giugno sarà determinante per ribaltare le sorti della sanità provinciale e salvare il futuro del Santa Croce, quindi invito, il sindaco Seri, a valutare bene il nuovo piano sanitario proposto dai sindaci del Patto di Piagge e di aderire senza se e senza ma. Basta con tentennamenti ed inchini al Partito democratico non ci sono più scuse è arrivato il momento di salvare il Santa Croce dalle grinfie del privato. Del resto si sarà notato che l’arroganza e l’autoreferenzialità dell’onnivoro Partito democratico non paga più elettoralmente! Gli elettori si sono oramai stufati del clientelismo e degli interessi di parte e questo accadrà anche alle prossime elezioni amministrative di Fano! Mi auguro che il sindaco di Fano batta con decisione i pugni sul tavolo regionale per ottenere la riabilitazione del Santa Croce! Invito il sindaco perché non si accontenti di quel poco che rimarrà nel pubblico a Fano e non gridi vittoria pensando di aver ottenuto la clinica privata visto che ancora non c’è nulla di concreto e tutti questi segreti sui nuovi gestori privati della sanità lasciano molti dubbi e molte incertezze per una gestione a dir poco opaca. Atteggiamenti di cui non fidarsi come abbiamo visto con il rischio del trasferimento della sede ammnistrativa di Area Vasta a Urbino, denunciata dal segretario di Fratelli d’Itala Stefano Pollegioni già nel 2017, frutto degli inciuci tra il sindaco Gambini e il presidente della Regione Ceriscioli, in barba dei 140 impiegati e della perdita di un indotto importante per la nostra città. Denuncia che ai tempi fu giudicata dal sindaco Seri come una uscita infelice, di Pollegioni, già in campagna elettorale. Come segretario di Fratelli d’Italia invito con decisione, anche, tutte le associazioni che si battono da tempo per difendere la nostra sanità, i partiti di centro destra e i suoi consiglieri comunali di Fano  ad unirsi in una unica voce al Patto di Piagge ed a dialogare con i sindaci che lo hanno sottoscritto. Al sindaco Seri dico che deve riprendere la propria autonomia decisionale e tagliare i fili che i burattinai del Pd  hanno messo sulla sanità pubblica perché è in gioco il diritto alla salute dei cittadini. Fratelli d’Italia conferma il suo no alla costruzione di un ospedale unico e dice al nuovo piano sanitario, del Patto di Piagge, che ridà dignità ad una sanità che rischia di essere portata, dal presidente della Regione e dal suo Pd, sempre più lontano dai bisogni dei cittadini e sempre più vicino agli interessi dei privati.

Stefano Pollegioni Segretario di Fratelli D’Italia Fano