Celebrazione diocesana del 1° maggio 2018 ad Apecchio

Anche quest’anno, la Diocesi di Fano Fossombrone Cagli Pergola, riunita attorno al suo Vescovo Mons. Armando Trasarti, celebra la giornata del lavoro, martedì 1°maggio 2018 al mattino ad Apecchio

Il vescovo Trasarti

Grazie alla collaborazione di Don Sauro Profiri, parroco di San Martino in Apecchio, la giornata prevede la celebrazione della Santa Messa alle ore 10 presso lo stabilimento delle acque oligominerali Val di Meti (ditta Galvanina) presso la zona industriale Pian di Molino ad Apecchio, messa a disposizione dalla proprietà e con il supporto della direzione dell’Azienda. Seguono alcuni brevi interventi sull’impegno della Chiesa Italiana per il lavoro, e un aperitivo negli spazi antistanti lo stabilimento in cui sarà celebrata la Messa. Successivamente alle ore 12 il parroco Don Sauro, si recherà in viale Dante (il viale principale di Apecchio) per la tradizionale benedizione degli automezzi. In preparazione alla giornata che celebra San Giuseppe Lavoratore, è uscito in questi giorni un  Messaggio dei Vescovi della CEI, che riprende le tre urgenze fondamentali emerse in un recente convegno nazionale della Chies sul tema del lavoro. Esse sono: “La prima è rimuovere gli ostacoli per chi il lavoro lo crea come sottolineato dal pontefice nel suo discorso all’Ilva di Genova. I mondi della pubblica amministrazione e della giustizia non possono essere distanti e separati da questa sfida e devono porsi l’obiettivo di rimuovere lacci e ostacoli evitando di essere un peso ed un freno. La seconda è avere istituzioni formative (scuole, università, formazione professionale) all’altezza di queste sfide. In grado innanzitutto di suscitare nei giovani desideri, passioni, ideali, vocazioni senza le quali non esiste motivazione né sforzo verso l’acquisizione di quelle competenze fondamentali per risalire la scala dei talenti. La terza è una rete di protezione per i soggetti più deboli, uno strumento efficace di reinserimento e di recupero della dignità perduta per gli scartati, gli emarginati che desiderano reinserirsi nel circuito di diritti e doveri della società.” La santa messa, ed i momenti successivi sono aperti a tutti.