Pergola, la denuncia di Antonio Baldelli. “Il paziente ha un codice urgente ma l’ambulanza arriva dopo un’ora e 25 minuti”

Sanità sempre tema bollente. Il caso che ha portato di nuovo critiche e attacchi a un comparto vitale che sta facendo discutere (e molto), si correla a un fatto accaduto la settimana scorsa a Pergola. E’ Antonio Baldelli, componente della massima assise cittadina pergolese che ripercorre il tutto.. “Sono le 11.35 di martedì scorso, viene chiamata l’ambulanza del 118 per un anziano di 80 anni che presenta gravi difficoltà respiratorie e forti dolori. L’anziano ha un ‘codice giallo’ accertato dal medico di famiglia presente. Fra i codici che indicano la gravità del paziente bisognoso di soccorso, il giallo è il codice che indica la massima urgenza e viene subito dopo quello rosso dell’emergenza. Eppure l’ambulanza arriva dopo 1 ora e 25 minuti, alle ore 13, nonostante il malato abiti a 1 chilometro dall’ospedale. Se l’anziano avesse avuto una complicanza sarebbe purtroppo potuto accadere il peggio.

L’ospedale di Pergola

Dopo il depotenziamento del nosocomio, l’unica ambulanza con medico a bordo rimasta all’ospedale di Pergola non era disponibile, come spesso accade, poiché impegnata in altro intervento, come riferito dallo stesso telefonista del 118 a chi ha sollecitato l’arrivo dell’ambulanza che stava tardando sempre più. Ai fatti hanno assistito numerosi testimoni. L’anziano ha poi fortunatamente superato la crisi respiratoria. Questo è l’ennesimo episodio di gravissimo ritardo del sistema dell’emergenza-urgenza che si verifica nella Valcesano e nella nostra provincia. Un sistema stravolto da Ceriscioli e frutto delle scelte scellerate della giunta regionale che si aggiunge a numerose altre gravi inefficienze causate dal depotenziamento del nostro ospedale. Depotenziamento voluto dal Pd regionale che ha sempre potuto contare sulla complicità del Pd-Pergolaunita. Un’opposizione che ha finora protetto e applaudito i propri capi in Regione al fine di nascondere ai pergolesi la reale situazione.  Il 13 febbraio 2017, Cuccaroni e Priori, in un post con selfie scattato insieme ai loro amici di partito Ceriscioli e Minardi, annunciavano trionfalmente che l’ospedale di Pergola e la sua chirurgia erano stati potenziati. Solo bugie! Nello stesso 2017, gli interventi chirurgici del presidio pergolese scendevano infatti a 250, classificati tra l’altro come di bassa complessità, contro i circa 1.000 all’anno di media complessità eseguiti fino a poco tempo prima dall’equipe chirurgica pergolese. Una diminuzione del 75% non dovuta alla responsabilità degli odierni operatori sanitari, lasciati sotto organico e senza anestesia H24, ma alla volontà politica. Sempre gli stessi del Pd-Pergolaunita avevano spacciato per grande conquista l’unificazione dell’ospedale di Pergola a quello di Urbino, arrivando a parlare di ospedale unico dell’entroterra. Operazione che, sempre secondo le insensate ricostruzioni dell’opposizione, avrebbe salvato il nosocomio pergolese dallo smantellamento. Altra bugia! Con l’unificazione a Urbino, l’ospedale della Valcesano (e di un ampio territorio a cavallo tra le province di Pesaro e Ancona) ha perso la sua soggettività giuridica e dunque anche le tutele che gli erano riconosciute come ospedale d’area geograficamente disagiata. Insomma, la minoranza ha scambiato una disastrosa unificazione per un ottimo risultato, o a causa della sua assoluta incompetenza o perché così gli era stato ordinato di raccontare dal partito. I consiglieri del Pd-Pergolaunita dovrebbero dimettersi sia per la loro manifesta incompetenza sia per le troppe falsità che in questi anni hanno raccontato ai pergolesi sul reale stato di salute dell’ospedale della nostra città, preferendo difendere il partito anziché la nostra comunità”.