Fano, Comitato NoiPoderino: “Tutti allibiti sull’ubicazione del nuovo impianto sportivo”

Una veduta di Fano

Il Comitato NoiPoderino ritiene doveroso rispondere alle comunicazioni dell’assessore Del Bianco che sono apparse negli ultimi giorni sui mezzi di comunicazione. Prima di tutto vogliamo precisare che noi non siamo assolutamente contrari all’idea di realizzare nuovi impianti sportivi nella città, siamo stanchi e ci sentiamo offesi dal fatto che ci venga fatta ripetutamente questa accusa. Questo modo di fare, che consiste nel mettere i cittadini gli uni contro gli altri ci infastidisce molto. Ribadiamo: noi non siamo contro nessuno, ci muoviamo per il bene della città e conosciamo e crediamo nei valori dello sport sano. Alcuni di noi hanno praticato sport anche ad altissimi livelli ed ora desidererebbero che i loro figli possano fare lo stesso in strutture adeguate e funzionali. Vorremmo che i cittadini sapessero in modo chiaro e al di là di ogni dubbio, che è solo grazie a noi se nella città si è aperto il dibattito sugli impianti sportivi e sulla ricerca di zone adatte a realizzarli. Prima del nostro intervento non era stato fatto nulla, come ha ammesso l’assessore nell’ultimo incontro in cui ci ha anche ringraziato per questo.  L’assessore dice: “In una città normale se il Comune investe in una palestra riceve applausi”, infatti noi siamo felicissimi che si pensi di realizzare nuove palestre e saremo in prima fila a festeggiare l’inaugurazione dei nuovi impianti. Ma vogliamo dire all’assessore e al sindaco che in una “città normale” mai una giunta comunale avrebbe concesso di sradicare quattro lecci, togliere panche e tavoli, distruggere un campetto da calcio e un parco, che in primavera si riempiva di bambini e famiglie, per lasciare posto ad una piattaforma di cemento di più di mille metri quadrati e ad un eco-mostro che offendeva il quartiere e la città intera. I migliori architetti della città sono rimasti allibiti e increduli quando hanno visto l’opera realizzata e alcuni di essi hanno voluto firmare con decisione la petizione che chiedeva al sindaco di ripristinare la situazione preesistente. Va detto per di più che anche gli stessi assessori e persino il sindaco, cui è stata mostrata la foto della struttura, sono rimasti allibiti e questo la dice lunga sulla fretta, l’approssimazione e la superficialità con cui questa questione sia stata trattata dall’amministrazione, come ha ammesso lo stesso sindaco scusandosi con il comitato. Pertanto noi non chiediamo assolutamente che non vengano realizzati impianti sportivi ma chiediamo un dibattito serio ed approfondito sulla collocazione di tali impianti visto che saranno finanziati con soldi pubblici cioè nostri.
L’assessore, nelle comunicazioni sopra citate, omette di dire che anche la zona da lei individuata, essendo immediatamente a ridosso di numerose abitazioni, presenta fortissime criticità: impatto paesaggistico, rumorosità, perdita di valore degli immobili, pericolosità dovuta a carenza di parcheggi e all’aumento dell’intensità del traffico, già più che raddoppiato con l’interquartieri e destinato ad aumentare ulteriormente con l’apertura della nuova variante, e infine la perdita di un campetto da calcio e di un parco che era ampiamente utilizzato con soddisfazione dai cittadini.
L’assessore dice che quella è una zona destinata dal piano regolatore a costruzione di impianti sportivi. Ma tale destinazione risale a più di venticinque anni fa, quando ancora lei era una bambina e la città era completamente diversa. Allora le chiediamo: lei può indossare ancora gli abiti che indossava da bambina? Lo stesso vale per la città. Via Molise, che si affaccia sulla zona da lei indviduata, neppure esisteva venti anni fa. E in via Molise abitano 40 giovani famiglie con bambini che sarebbero felicissimi di avere un parco pubblico attrezzato e apprezzerebbero vedere da finestre e balconi alberi e colline piuttosto che una montagna di plastica bianca. L’assessore dice che la zona dell’ex-mattatoio richiederebbe una variante al PRG e questa comporterebbe un anno di attesa, le ricordiamo che abbiamo aspettato più di 30 anni nuovi impianti sportivi, quindi non sarebbe un problema aspettare un anno in più per avere una cosa fatta bene. Durante l’ultimo incontro ci ha detto, lasciandoci molto perplessi che, se si andasse oltre un anno, la realizzazione non sarebbe più della giunta Seri. A questo proposito le vogliamo ricordare le parole di Alcide De Gasperi che dice “un buon politico pensa alla prossima generazione, un cattivo politico pensa alle prossime elezioni”.
L’assessore omette anche di dire che non esistono solo le due alternative di cui parla, ma ne esistono molte altre, come ci ha mostrato nell’ultimo incontro. C’è un’ampia zona di fianco alla Bocciofila “La Combattente”, un’altra a Bellocchi, un’altra a Chiaruccia, un’altra a Metaurilia, un’altra nella zona industriale, quindi sono tantissime le zone possibili che consentirebbero, tra l’altro, una distribuzione più equa delle palestre nei vari quartieri della città cosa che, ci ha detto l’assessore, essere negli obbiettivi di questa giunta. Ricordiamo a questo proposito che, se un bambino o un ragazzo del quartiere Poderino volesse fare attività sportiva, avrebbe a disposizione ben 6 impianti: Trave, Nuti, Carducci, Nolfi, Torelli, Circolo Tennis. Questa è una situazione unica nella città, di assoluto privilegio e crediamo che l’amministrazione debba assolutamente risolvere questo forte sbilanciamento.
Quindi ad un’analisi attenta non ci sono ragioni sensate per realizzare una struttura pubblica di fianco ad una palestra già esistente e in una zona estremamente problematica. Sinceramente non riusciamo proprio a capire chi possa essere interessato a costruire una palestra in quel luogo e non comprendiamo questa assurda ostinazione. L’idea di farla in quel luogo nasce, come ha ammesso lo stesso sindaco, da un errore dovuto a fretta e superficialità, insistere su quel luogo sembra quasi un non voler ammettere l’errore. Ma errore c’è stato ed è stato clamoroso, si pensi che la struttura realizzata conteneva due campi da pallavolo omologati, ma, per la legge Regionale n. 5 del 02/04/2012, art. 9, una struttura pressostatica non può contenere più di 50 persone, cioè sarebbe stata praticamente sempre sottoutilizzata. Questo dice quanto poco si fosse riflettuto prima di approvarne la costruzione. Sbagliare è umano ma insistere no, in una “città normale” l’amministrazione prenderebbe atto dei propri errori e cercherebbe in tutti i modi di non farne di nuovi.
Ribadiamo quindi che noi vogliamo nuovi impianti sportivi realizzati con denaro pubblico ma, proprio perché realizzati con soldi nostri, li vogliamo

1) che siano adeguati per tutti gli sport

2) che siano a disposizione di tutte le società sportive

3) che siano realizzati nei luoghi idonei.

A noi non sembra affatto che l’amministrazione abbia un progetto chiaro relativo all’impiantistica sportiva, vediamo solo una grande e ingiustificata fretta di impiegare mezzo milione di euro pubblici per realizzare un impianto a disposizione, per ben venti anni, di una sola società sportiva. Impianto inadeguato ad altre discipline, ma probabilmente non perfettamente adeguato anche per la stessa società sportiva che lo gestirà, e per di più in un luogo assolutamente inidoneo. Tutto questo quando altre società sportive vivono momenti di grande difficoltà, vedi ad es. Delfino che deve ristrutturare il campo e non dispone dei fondi necessari, o Olimpia-Cuccurano la cui palestra ha il tetto che fa acqua da anni e non riesce ad ottenere soldi per ripararlo.  E quando chiediamo le ragioni di tutto questo, ci vengono fornite giustificazioni inconsistenti, dandoci l’impressione che ci si stia nascondendo dietro un dito. Chiediamo quindi un coinvolgimento di tutti i cittadini e, in particolare di tutte le società sportive perché si apra un dibattito serio, attento e lungimirante sulla situazione dell’impiantistica, che porti a soluzioni condivise e soddisfacenti per tutti i cittadini, senza nessuna fretta, non abbiamo come orizzonte le prossime elezioni ma il benessere futuro dei cittadini. In una “città normale” le cose andrebbero così. Ricordiamo infine che abbiamo invitato ufficialmente, con lettera protocollata il 15 marzo 2018, il sindaco e gli assessori che lo desiderano, a venire a prendere un aperitivo nel nostro quartiere, con lo scopo di mostrare loro in modo chiaro ed efficace quale sarebbe l’impatto della struttura prevista e cosa significherebbe invece ripristinare e potenziare il parco preesistente. Pensavamo di fare cosa gradita al sindaco visto il suo vivo desiderio, più volte manifestato, di incontrare i cittadini e coinvolgerli sempre nelle decisioni riguardanti la città, ma purtroppo a tutt’oggi non abbiamo ancora avuto nessuna risposta. Crediamo che sia buona educazione rispondere ad un invito, quindi sollecitiamo il sindaco Seri a farci avere un gentile e rapido riscontro.

 Il Comitato - NoiPoderino