Ad Ancona, la sostituzione di un cuore artificiale con altro cuore artificiale. Per la prima volta in Italia

L’intervento di sostituzione di un cuore artificiale malfunzionante con un altro di ultima generazione e la sostituzione della valvola aortica è stato realizzato per la prima a volta in Italia al Lancisi di Ancona, che si conferma così un’eccellenza non solo italiana ma internazionale, essendo l’operazione stata effettuata solo altre quattro volte nel resto del mondo. L’equipe multidisciplinare guidata dal direttore Sod Cardichirurgia Marco Di Eusanio, dal direttore Sod Anestesia e Rianimazione Cardiochirurgica Christopher Munch e dal direttore Sod Cardiologia Gian Piero Perna, ha eseguito, infatti, un intervento di elevata complessità mai realizzato prima a livello nazionale, utilizzando la tecnologia avanzatissima di un cuore artificiale di ultima generazione, l’HeartMate 3. Un’autentica operazione d’avanguardia che dimostra ancora una volta come il Lancisi, all’interno degli Ospedali Riuniti delle Marche, rappresenti un fiore all’occhiello dell’intero comparto medico italiano. “Si tratta di un intervento di assoluto valore che conferma come la cardiochirurgia degli Ospedali Riuniti rappresenti sia una vera e propria eccellenza in Italia – ed è situata tra le primissime sul territorio nazionale – sia come essa si ponga al centro di un sistema complessivo di rete che mette al centro della propria attività il cittadino. Siamo infatti a disposizione della popolazione, quella marchigiana ma anche quella che arriva da fuori”, ha spiegato il Direttore Generale degli Ospedali Riuniti di Ancona Michele Caporossi. “L’intervento con l’impianto di un cuore artificiale di ultima generazione, l’HeartMate 3, ha tra i propri obiettivi quello di estendere la vita del paziente con scompenso cardiaco avanzato, ma anche di migliorarne la qualità. Decisivo in questo percorso l’apporto di equipe multidisciplinari che, attraverso l’alta specialità, la sinergia tra reparti e l’eccellenza tecnologica hanno consentito la riuscita dell’intervento sul paziente”, ha detto Marco Di Eusanio, Direttore Sod Cardiochirurgia Azienda Ospedaliero Universitaria Ospedali Riuniti Ancona. Luca Ceriscioli, presidente Regione Marche ha sottolineato: “Questo intervento cardiochirurgico non rappresenta un episodio, per quanto di valore, ma il tassello, di eccellenza, di una strategia precisa di crescita della struttura ospedaliera che si confronta anche con l’università. Quando discutiamo dell’accorpamento degli ospedali di Civitanova e Macerata, Ascoli e San Benedetto, Pesaro e Fano lo facciamo perché accentrare i servizi per acuti porta risultati come questo: un servizio di altissima qualità reso ad un cittadino marchigiano che può trovare vicino a casa l’assistenza di cui ha bisogno. Questo è successo con la cardiochirurgia e, con scelte che vanno nella stessa direzione, si può raggiungere anche per le altre attività mediche. Continuiamo a lavorare per una risposta sanitaria solida e sul territorio regionale che soddisfi il bisogno di salute dei cittadini”, mentre Fabrizio Volpini, presidente della Commissione Salute è intervenuto spiegando che “Quella che si respira qui non è solo la soddisfazione del gesto tecnico. C’è un clima di grande collaborazione, l’orgoglio di far parte di team. Oggi la parola eccellenza calza a pennello perché è stata raggiunta la massima qualità per il sistema Marche. E’ finita l’epoca dei viaggi della speranza, noi siamo diventati la meta. Stiamo assistendo ad un vero rilancio degli Ospedali Riuniti di Torrette che era uno degli obbiettivi che ci siamo posti come amministrazione regionale”. Il Rettore dell’Università Politecnica delle Marche Sauro Longhi ha poi sottolineato “il ruolo fondamentale dell’integrazione tra realtà ospedaliera e universitaria”, assicurando “un impegno sempre maggiore su questo fronte”. Umanità e coraggio sono state le parole che Ennio Carassai, il paziente sottoposto all’intervento, ha voluto spendere per l’equipe medica per gli Ospedali Riuniti – “Una piccola famiglia che ha reso la mia degenza meno penosa e più umana”, e per la moglie presente anch’essa alla conferenza stampa. L’intervento, realizzato nell’agosto 2017 con l’ausilio della tecnologia d’avanguardia di Abbott, realtà mondiale dell’healtcare, ha visto impegnati, oltre ai tre coordinatori, numerose figure professionali che hanno consentito la piena riuscita dell’intervento: dai cardiochirurghi agli anestesisti ai cardiologi intensivisti, sino agli altri specialisti come gli otorinolaringoiatri, i gastroenterologi, gli infettivologi a cui si sono aggiunti fisiatri, fisioterapisti ed infermieri. Il successo terapeutico ottenuto in questo complesso paziente conferma l’efficace collaborazione di altissime specialità presenti presso Ospedali Riuniti delle Marche. In cosa consiste l’innovazione d’avanguardia applicata al Lancisi? Nello specifico i VAD, acronimo inglese di ventricular assist device, sono dei dispositivi utili ad assistere il cuore nell’insufficienza cardiaca avanzata. Questi sistemi sono in grado di vicariare completamente la funzione dei ventricoli, garantendo la sopravvivenza del paziente. Il LVAD, sistema di assistenza ventricolare sinistra, attraverso un intervento chirurgico delicato viene ‘ancorato’ all’apice del cuore dove preleva il sangue e quindi anastomizzato all’aorta dove lo restituisce, bypassando il ventricolo sinistro severamente disfunzionante. L’energia alla pompa meccanica viene resa da un sistema con batterie esterne (ricaricabili con autonomia di massimo 17 ore), collegate ad un controller, attraverso un cavo di 5-6mm tunnellizzato in addome. L’intervento delle equipes multidisciplinari del Lancisi è stato realizzato su un paziente marchigiano di 70 anni, affetto da una grave forma di cardiopatia dilatativa su base ischemica, in cui 6 anni fa un grave infarto aveva provocato una severa riduzione della funzione cardiaca e per cui, dopo due anni, presso un altro centro, si era impiantato un VAD (HeartMate 2). Dopo circa 4 anni di buon compenso cardiaco, il VAD impiantato ha iniziato ad essere disfunzionante per trombosi recidivanti non ben responsive alla sola terapia medica. L’Heart Team del Lancisi, dopo discussione collegiale tra cardiologi e cardiochirurghi e anestesisti, ha deciso di sostituire il dispositivo. L’intervento ha previsto la riapertura del torace, l’isolamento del cuore e della vecchia pompa disfunzionante, il collegamento alla macchina cuore-polmoni, la sostituzione della valvola aortica (anch’essa malata e disfunzionante) e la sostituzione del VAD con uno di più recente fabbricazione. Il paziente a sei mesi di distanza dal giorno dell’intervento, si trova in buone condizioni di salute.

Comunicato stampa Regione Marche