Biancani (Pd) presenta la legge: “Accesso alle cure palliative nelle Marche per una buona vita fino all’ultimo”

Previsto un coordinamento regionale per uniformare le modalità di cura e il riconoscimento del ruolo delle associazioni di volontariato
Andrea Biancani (Pd)

Tutelare, in modo uniforme su tutto il territorio regionale, i cittadini con patologia inguaribile e in stato avanzato, anche non necessariamente in fine vita, che necessitano di cure palliative già in fase di diagnosi della malattia. Questo uno degli obbiettivi prioritari che si intende raggiungere con la proposta di legge presentata dal Consigliere regionale Andrea Biancani.

“Questa legge – afferma Biancani – mira a far sì che il servizio sanitario regionale sia sempre più efficiente ed efficace nei confronti dei malati e delle loro famiglie. Pazienti non solo oncologici ma anche malati cronici o con patologie neurovegetative che debbono essere informati sul loro stato di salute e sapere che hanno il diritto alle cure palliative. Cure che possono ricevere non solo negli hospice ma anche in tutti gli ospedali, nelle case di riposo, nelle strutture residenziali e soprattutto a domicilio con l’ausilio di professionisti dedicati con apposita formazione, esperienza e competenza. In questo modo si intende puntare all’integrazione tra le varie strutture sanitarie affinché il paziente sia seguito in tutte le fasi della malattia al di là del luogo in cui si trova.” “Credo sia molto importante – prosegue Biancani – favorire la presa in carico di questi pazienti per offrire loro un percorso di continuità assistenziale, sia sotto l’aspetto medico che emotivo. Sono, infatti, aspetti centrali della malattia non solo l’accompagnamento e la cura ma anche la capacità di ascoltare il malato e i suoi famigliari e la necessità di supportare la famiglia nell’assistenza. Il paziente non è più guaribile ma è comunque curabile ed è la qualità della vita che deve guidare le scelte di cura attraverso personale sanitario e socio – sanitario qualificato. Medici, infermieri, psicologi e altre figure professionali appositamente formati attraverso corsi di formazione specifici.” Per questo la legge prevede un coordinamento regionale per le cure palliative che ha l’obiettivo di uniformare le modalità di cura attraverso protocolli medici uniformi in tutte le strutture socio sanitarie e a domicilio. “L’allungamento dell’aspettativa di vita – afferma il Presidente della Commissione Sanità Fabrizio Volpini, che ha sottoscritto la legge – porta con sé un radicale mutamento demografico ed epidemiologico, per questo oggi le grandi sfide dei sistemi sanitari sono l’anziano e la cronicità. I tumori hanno sempre più un andamento cronico, grazie alle nuove terapie a disposizione, e le malattie neurologiche cronico-degenerative come l’Alzheimer, il Parkinson, la Sla sono inguaribili, ma curabili.
Occorre un cambio di paradigma assistenziale, l’orizzonte deve essere sempre più la presa in carico, il prendersi cura del malato in tutte le fasi della malattia, anche e soprattutto in quella dell’ultimo miglio. E’ proprio in questo frangente che il malato e la famiglia sono più fragili e devono ricevere un’assistenza complessiva, sotto il profilo sanitario, sociale, psicologico e anche spirituale. In questi momenti le cure palliative svolgono il loro ruolo più autentico, non sono un semplice percorso farmacologico lenitivo, ma rispecchiano il loro significato etimologico. Come un mantello, dal latino pallium, proteggono e prendono in carico la persona malata e i suoi cari nelle fasi critiche che debbono essere affrontate con dignità”.
La Regione è stata tra le prime in Italia a recepire, con una delibera, le indicazioni della Legge nazionale 38 del 2010 che vede nella pianificazione condivisa della cure e nella realizzazione delle reti regionali per le cure palliative i punti essenziali di un metodo assistenziale in grado di tutelare il diritto del cittadino in un momento difficile della propria esistenza. Con questa nuova normativa viene inoltre riconosciuto l’importantissimo ruolo delle associazioni di volontariato che si integra in equipe con gli altri operatori al fine di rispondere nel miglior modo possibile al bisogno di relazione, solidarietà ed inclusione del malato e dei suoi famigliari, soprattutto per ciò che concerne l’assistenza domiciliare. Per questo la Giunta stabilirà i requisiti di accreditamento al fine di istituire un elenco delle organizzazioni di volontariato operanti nello specifico settore dell’aiuto ai pazienti terminali ed alle loro famiglie e sarà istituito un Centro regionale di bioetica per definire i percorsi assistenziali più adatti.
“Con questo intervento legislativo – conclude Biancani – si intende fortemente rimarcare il principio che il tema del fine vita e le decisioni cliniche quotidianamente prese dai professionisti devono passare attraverso una valutazione bioetica che tiene sempre conto del valore della persona, intesa nella sua dimensione fisica e relazionale.” La proposta di legge è stata sottoscritta da tutti i Consiglieri regionali di maggioranza. “L’auspicio – conclude Biancani – è che sia firmata anche dai Gruppi di minoranza.”
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