Sant’Angelo in Vado, incontro sulla sicurezza urbana: “Usiamo le guardie ecologiche come deterrente”. La proposta del Wwf

Venerdì 16 febbraio si è tenuto nel teatro Zuccari di Sant’Angelo in Vado, in incontro sulla sicurezza urbana, promosso dall’amministrazione comunale, con relatori i carabinieri di Urbino, capitano Francesca Baldacci ed il maresciallo Alessandro Privitera comandante della locale stazione. A suscitare questo intervento sono stati una serie di furti e tentativi di furti subiti dai vadesi, tra gennaio e febbraio. Tali malefatte hanno suscitato molta apprensione nei cittadini per i tempi in cui sono avvenuti, nel tardo pomeriggio  e per il senso della violazione della propria intimità famigliare.

Impeccabile ed esauriente la relazione del capitano Baldacci che ha voluto presentare quanto accaduto nella cittadina e non solo. Ha suddiviso questi delitti in 3 categorie: furti i abitazioni, furti con destrezza, frodi alle categorie deboli. Ha presentato strumenti, meccanismi, materiali usati dai malviventi dai classici piedi di porco, a trapani manuali autocostruiti. Ha riportato le modalità utilizzate, dall’arrampicata alla grondaia, ai salti da funamboli delle siepi. Ha presentato l’uso degli attuali strumenti informatici quale sistema per arrivare a conoscere le abitazioni, valutare le auto presenti e studiarne le possibili vie di fuga; con google mapps e la relativa applicazione di street view è possibile arrivare a conoscere bene il luogo da colpire e le strade da utilizzare. A tutto questo è possibile anteporre una difesa passiva effettuata con porte blindate, tamburi di sicurezza con chiavi non copiabili o addirittura munite di codice pin, applicare fermaporte  e chiavistelli,  grate adeguate alle finestre dei piani terra, nonché spioncino, che oggi posso essere anche elettronici e quindi muniti di apposito schermo interno accessibile a diverse stature. Ovviamente è necessario non lasciare chiavi in giro, né tanto meno sull’auto magari lasciata aperta. Per la difesa attiva è possibile utilizzare sistemi di allarme antifurto direttamente collegati con il 112, numero al quale ci si deve riferire anche in caso di sospetti e di persone che vengono a qualificarsi a casa per qualsiasi motivo. Inoltre ha suggerito di fotografare i propri averi al fine di migliorare sia la ricerca per gli investigatori sia la possibile ricerca nelle banche dati disponibili presso il sito web dei carabinieri al fine del ritrovamento degli stessi, da parte dei proprietari.

Tra gli interventi in sala, si sono espressi i malumori di una situazione di quasi coprifuoco, insostenibile, c’è stato chi ha invocato la difesa personale diretta, chi ha chiesto la sicurezza della pena una volta catturati i responsabili. Una ulteriore proposta è venuta dal coordinatore delle guardie giurate del Wwf Marche il quale ha presentato una recente legge sulla sicurezza delle città (n. 48 del 18 aprile 2017), la quale all’articolo 5 cita esattamente ai fini della sicurezza urbana, ai fini della  “prevenzione  e contrasto dei fenomeni di criminalità diffusa e predatoria, attraverso servizi e interventi di prossimità, in particolare a vantaggio delle zone maggiormente  interessate da fenomeni di degrado, anche coinvolgendo, mediante appositi accordi, le reti territoriali di volontari per la tutela e la salvaguardia dell’arredo urbano, delle aree verdi e dei parchi cittadini…”. Una proposta che prevede l’utilizzo delle guardie ecologiche, che attraverso il controllo ambientale possono garantire anche una presenza sul territorio urbano riferendosi direttamente ai corpi di polizia preposti. Il solo raggruppamento GEV PU, associazione riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente, conta ben 63 soci che potrebbero essere eventualmente utilizzati e coadiuvati da altri volontari ovviamente dopo aver effettuato l’opportuno corso di formazione.

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