Ospedale, le richieste del Pd di Pergola e di Pergola Unita avanzate alla Regione

A quasi un anno dalla visita del presidente della Regione Marche Ceriscioli all’ospedale di Pergola, martedì 6 febbraio scorso, una delegazione del Pd di Pergola e dell’associazione Pergola Unita ha incontrato i rappresentanti regionali e dell’Area Vasta 1 per fare il punto della situazione sul nosocomio cesanense. “Siamo arrivati all’appuntamento dopo un’attenta analisi della situazione che presenta criticità, ma anche buoni servizi sanitari per il vasto territorio di cui è riferimento l’ospedale Santi Carlo e Donnino e abbiamo riscontrato l’impegno da parte dei rappresentanti regionali ad accogliere le nostre richieste”.
All’incontro in Regione erano presenti il presidente Ceriscioli, il vice presidente del Consiglio Minardi, il presidente della Commissione Sanità Volpini, il consigliere Talè e il direttore dell’AV1 dott. Fiorenzuolo. La richiesta della delegazione pergolese è stata quella del pieno funzionamento dell’ospedale di Pergola vista l’area di ubicazione disagiata e priva di moderna e scorrevole viabilità per raggiungere l’ospedale di riferimento di Urbino e gli altri presidi al di fuori dell’AV1.
“Delle tre Unità Operative Complesse, che costituiscono l’ossatura portante del nosocomio, quella che necessita di maggiore attenzione è la chirurgia per l’insufficienza di chirurghi e per la mancanza della copertura, almeno per 12 ore con reperibilità nelle ore notturne, del servizio di anestesia che abbiamo chiesto con determinazione. La medicina si trova oggi con una dotazione di nove medici compreso il primario. La riabilitazione rimane il fiore all’occhiello con un’offerta di alta professionalità alla cui pianta organica però vanno aggiunti alcuni fisiatri e fisioterapisti. Una richiesta che abbiamo fatto ai nostri interlocutori è stata quella di potenziare il funzionamento del Punto di Primo Intervento con adeguato personale medico e infermieristico senza mettere in fibrillazione le piante organiche dei reparti”.
Altri aspetti toccati sono stati i servizi di cardiologia, di ginecologia, di chirurgia oculistica e ortopedica, della diagnostica per immagini per i quali si è chiesto il potenziamento. “Vogliamo guardare al futuro, quindi la nostra preoccupazione è stata anche quella di focalizzare l’attenzione su come verrà inserito l’ospedale di Pergola nel nuovo piano sanitario regionale: la struttura non dovrà perdere le prerogative di unico ospedale per acuti pubblico di una vasta area interna, ciò per non vanificare anni di lotte e giuste rivendicazioni da parte di cittadini e amministratori locali che non hanno mai rinunciato ad un confronto dialettico e costruttivo con la Regione. Il cosiddetto ‘modello policentrico’, sostenuto dall’attuale amministrazione pergolese, a nostro avviso, non va verso questa direzione”.
Graziano Ilari (coordinatore Pd - circolo di Pergola)
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