Sanità, Matteacci: “Perché quei servizi generosamente affidati al privato non possono essere erogati alle stesse condizioni dal pubblico? Nessuno ha risposto…”

Per l’assessore comunale di Cantiano Tony Matteacci riportiamo le considerazioni inviate in un comunicato dopo l’uscita del consigliere regionale Gino Traversini sulla riunione tenuta mercoledì scorso dal Pd a Cagli.
“L’unica vera domanda senza risposta…- esordisce così Tony Matteacci – e se organizzi come Partito democratico una serata in grande stile, una sorta di controffensiva avente l’ambizione di spazzar via, più che di illustrare e dialogare, le resistenze, le critiche, le lotte contro una riorganizzazione sanitaria vissuta come inquietante, sbagliata, allarmante ed arrogante dalla stragrande maggioranza delle popolazioni dei nostri territori, sordi ad ogni diversa proposta e richiesta di condivisione, con in testa il solo obiettivo di inneggiare e tessere le lodi dei profitti salvifici del privato, allora non ci si può meravigliare se i cittadini decidono che non vale più neanche la pena di venire ad ascoltare un tavolo appositamente irrobustito ed impreziosito dalla presenza di Consiglieri regionali, presidenti della IV Commissione regionale Sanità e persino, guarda caso, del responsabile del “privato”, Kos Care. E che non valesse la pena assistere a questa sfilata più elettorale che preoccupata del drammatico destino dei nostri territori lo si è capito quando all’unica domanda che potesse giustificare lo sforzo di una presenza, proposta da pazienti cittadini e dal Forum dei Beni Comuni (Fernanda Marotti) a quest’unica vera domanda nessuno ha risposto, come riportato da tutti i giornali locali, non riuscendo del tutto a nascondere un certo imbarazzo. Nessuno ha risposto. Nessuno ha risposto – prosegue Matteacci – al perché quei servizi generosamente affidati al privato non possano essere erogati alle stesse condizioni dal pubblico. Domanda semplice, inquietante, che richiederebbe uno sforzo di verità probabilmente insostenibile. E a quanti si meravigliano di tutto questo, andrebbero ricordate, a titolo di esempio, le ambiguità e le omertà che hanno contraddistinto la vicenda del pozzo del Burano. Vicenda ancora apertissima…. Dovremo lavorare tutti affinché con l’anno nuovo tutte le questioni legate ai beni comuni, dalla sanità alle risorse idriche, dai servizi alla viabilità e alle risorse ambientali, siano di nuovo la bandiera di chi trasversalmente e disinteressatamente crede davvero nel confronto – ma quello vero – nella trasparenza, nella condivisione, nel bene dei nostri territori.
A questo aggiungo le domande che ha scritto la rappresentante del Comitato Federica Pierotti subpuntualizzazione in puntualizzazione:
1) se l’accordo firmato è così “buono” come descritto e illustrato perché non renderlo pubblico?
2) nell’accordo vengono definite prestazioni limitatamente al 2017 o per un periodo maggiore?
3) quanto è la durata dell’accordo?
4) l’emergenza urgenza sarà potenziata, vista la peculiarità delle ns zone e i tempi lunghi di rientro dei mezzi dagli ospedali rimasti?
5) il medico ospedaliero della riabilitazione, che in base all’accordo sembra dover scendere in ausilio al PAT(denominato ACAP), garantirà prestazioni di Punto di Primo Intervento (PPI) o solo quelle minime previste dal regolamento del PAT?
A quest’ultima domanda, nell’incontro non ho ricevuto risposta dai relatori, ma un “comizietto” di mezz’ora. Vi prego solo di non continuare a sostenere che PPI e PAT/ACAP sono la stessa cosa, così come cure intermedie e lungodegenza. Anche i muri sanno la differenza fra prestazioni ospedaliere e extraospedaliere! È vero che domandare è lecito e rispondere è cortesia, ma per pubblici amministratori, anzi legislatori, dovrebbe essere dovere”.