Bisonni: “Amianto nelle macerie trattate dal Cosmari. Giusto farlo in quel sito?”

Sandro Bisonni

Macerie delle zone terremotate, dei privati e amianto. Un connubio pericoloso che merita tutta la nostra attenzione perché i rischi per la salute della popolazione non sono marginali.” Un problema, questo, sollevato dal Consigliere regionale Sandro Bisonni, Vice Presidente della Commissione Ambiente della Regione Marche, che chiede chiarezza sulle possibili quantità di amianto presenti nelle macerie smaltite dal Cosmari. Sino ad oggi – afferma Bisonni – il Cosmari ha trattato circa 116 mila tonnellate di macerie pubbliche e tra queste sono state recuperate 12,6 tonnellate di amianto. Facendo i conti la percentuale di amianto trovata sarebbe pari a 0,0109%. Una cifra non trascurabile che desta preoccupazione se si pensa che le macerie provenienti dai privati sono stimate, nessuno conosce la cifra reale, approssimativamente in 1.5 milioni di tonnellate con all’incirca la stessa percentuale di amianto. Ora poiché le macerie pubbliche sono state tutte trattate è improbabile che il nuovo impianto presso il Cosmari, finanziato con quasi 4 milioni di euro di soldi pubblici, non lavori nell’immediato futuro le macerie private. Se per facilitare il nostro ragionamento ipotizziamo che saranno trattate circa 900 mila tonnellate di macerie allora ci si troverà di fronte ad ulteriori 9.8 mila tonnellate di amianto da smaltire; una quantità che deve farci riflettere. Ora appare lecito domandare: è giusto effettuare questo recupero in un impianto così vicino ai centri abitati? Sono stati correttamente valutati, anche nel medio-lungo termine, i possibili impatti sulla salute delle popolazioni residenti nelle vicinanze? Non sarebbe stato opportuno realizzare un impianto simile in zone lontane dai centri abitati? Interrogativi cui servono risposte certe per dare tranquillità alle comunità”.

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