Cantiano, legge piccoli Comuni. Il gruppo Pd: “Occasione da non perdere”

Ieri sera con l’intervento dell’onorevole Misiani del Pd, a Cantiano (sala multimediale) è stata affrontata la tematica della legge sui piccoli Comuni alla presenza di vari esponenti del partito tra cui il padrone di casa, il sindaco Piccini, il segretario provinciale Gostoli, il presidente dell’Unione montana Passetti, il presidente della Provincia Tagliolini e del consigliere regionale (anche lui esponente locale) Traversini. Tutto sotto il coordinamento del vice sindaco di Cantiano e segretario del circolo cantianese Sebastiani. Presenti altri sindaci del territorio.

Premessa- Cosa dice la nuova legge

Il decreto di legge sui piccoli Comuni, di cui è stato primo firmatario Ermete Realacci, è diventato legge a fine settembre. Con 205 voti a favore, nessuno contro e 2 astenuti. La legge prevede misure concrete per lo sviluppo economico di tanti piccoli Comuni italiani in chiave sostenibile e per contrastrarne lo spopolamento. Come piccoli Comuni sono definiti tutti quelli al di sotto dei cinquemila abitanti: in Italia, ricorda l’Anci, sono 5.591 e rappresentano il 69,9% dei Comuni italiani. Occupano il 54% del territorio nazionale e sono il luogo in cui vivono 11 milioni di persone. Dal 1971 al 2015 in quasi 2.000 piccoli Comuni la popolazione è diminuita di più del 20%, ma un’inversione di tendenza, anche sulla base di una analisi statistica condotta da Anci, non è così impossibile: 581 piccoli Comuni hanno fatto registrare un trend demografico positivo del 9 per cento circa tra il 2008 e il 2015. E dove si registra questo ‘controesodo’ il reddito imponibile medio cresce più velocemente. Molti piccoli Comuni sono stati certificati dal Touring con la Bandiera arancione, il riconoscimento dato ai borghi dell’entroterra con meno di 15mila abitanti che si distnguono per le loro qualità turistico-ambientali. “La legge appena approvata – spiega il presidente dell’Anci Decaro  – mette a disposizione i primi fondi mirati, 155 milioni di euro, e individua criteri precisi per la loro ripartizione tra i Comuni e i territori con particolari criticità. I primi cento milioni sono destinati al finanziamento di investimenti per tutela dell’ambiente ed altro (2017-2023). A queste risorse si aggiungono altri 54 milioni per la progettazione e la realizzazione del sistema nazionale di ciclovie turistiche. In particolare, i cento milioni saranno distribuiti così: una dotazione di 10 milioni di euro per l’anno 2017 e 15 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2018 al 2023. Ne potranno beneficiare, in particolare, i Comuni collocati in aree interessate da fenomeni di dissesto idrogeologico; caratterizzati da marcata arretratezza economica; nei quali si è verificato un significativo decremento della popolazione residente rispetto al censimento generale della popolazione effettuato nel 1981; caratterizzati da condizioni di disagio insediativo, sulla base di specifici parametri definiti in base all’indice di vecchiaia, alla percentuale di occupati rispetto alla popolazione residente e all’indice di ruralità.

I punti di sostegno

Tra i punti di sostegno previsti dalla legge: diffusione della banda larga e misure di sostegno per l’artigianato digitale; semplificazione per il recupero dei centri storici in abbandono o a rischio spopolamento anche per la loro conversione in alberghi diffusi; interventi di manutenzione del territorio con priorità per la tutela dell’ambiente e la prevenzione del rischio idrogeologico; messa in sicurezza di strade e scuole e interventi di efficientamento energetico del patrimonio edilizio pubblico; acquisizione e riqualificazione di terreni e edifici in abbandono; possibilità di acquisire case cantoniere da rendere disponibili per attività di protezione civile, volontariato, promozione dei prodotti tipici locali e turismo; realizzazione di itinerari turistico-culturali ed enogastronomici e di mobilità dolce; possibilità di acquisire binari dismessi e non recuperabili all’esercizio ferroviario, da utilizzare come piste ciclabili; dotazione dei servizi più razionale ed efficiente, possibilità per i centri in cui non ci sono uffici postali di pagare bollette e conti correnti presso gli esercizi commerciali; facoltà di istituire, anche in forma associata, centri multifunzionali per la fornitura di una pluralità di servizi, in materia ambientale, sociale, energetica, scolastica, postale, artigianale, turistica, commerciale, di comunicazione e sicurezza, nonché per attività di volontariato e culturali; interventi in favore dei cittadini residenti e delle attività produttive insediate nei piccoli Comuni;  promozione delle produzioni agroalimentari a filiera corta e del loro utilizzo anche nella ristorazione collettiva pubblica.

La serata di Cantiano nelle parole di Gostoli

“Grazie ad Antonio Misiani per aver raccontato la nuova legge per i Piccoli Comuni. Poco più di un anno fa era con noi a Lunano, piccolo comune del Montefeltro, per spiegare la proposta. Ieri a Cantiano, nella zona del Catria e Nerone, di nuovo insieme con più gioia perché le parole sono diventate fatti concreti. È un provvedimento atteso da molto tempo, per quattro legislature si è tentato di approvarlo senza riuscirci. Oggi è finalmente realtà. Noi siamo ancora più orgogliosi perché è una legge alla quale aveva lavorato con testa e cuore l’on. Massimo Vannucci Per lui ieri l’applauso più grande. Un risultato storico, come ricordato da molti sindaci presenti all’incontro, perché per la prima volta viene riconosciuto un ruolo fondamentale ai piccoli borghi. Tra le altre cose… ricordo che le Poste Italiane dopo l’approvazione della legge hanno comunicato che non chiuderanno più alcun ufficio nei comuni sotto i 5000 abitanti senza condivisione con gli enti locali. La vera sfida, però, è dare vita a progetti per un modello di sviluppo che risponda alla crisi e inverta la tendenza di spopolamento. Priorità a quelli che avranno effetto moltiplicatore delle risorse stanziate, attraverso coinvolgimento pubblico e privato. Adesso tocca a noi dare una vocazione ai territori da portare avanti facendo squadra tra i comuni, attraverso unioni sempre più forti, premiando chi è capace di fare sistema. E condividere le buone pratiche. Nei prossimi anni ci auguriamo che vengano stanziate sempre più risorse. Sarà possibile perché adesso c’è una legge. Non è ancora tutto, ma è tanto: c’è stata una inversione di tendenza. Quella dei Piccoli Comuni insieme alla Strategia Nazionale delle Aree Interne sono davvero una grande opportunità di rilancio. Un’idea d’Italia che per crescere si prende cura delle persone che abitano nei piccoli comuni. Non più solo marginali ma centrali per lo sviluppo del Paese”.