Colli al Metauro: rubava rame a Calcinelli, arrestato ucraino di 38 anni grazie alla segnalazione di un passante

Arrestato dai carabinieri di Saltara un ucraino 38enne sorpreso a rubare rame all’interno di un capannone industriale in disuso. E più di un grazie va speso per un passante dal quale è arrivata la segnalazione. Aveva notato un uomo con una pesante sacca degli attrezzi raggiungere una vecchia fabbrica di Calcinelli dopo essere sceso da un’auto grigia che lo aveva accompagnato. Giunta la pattuglia sul posto ed effettuato un sopralluogo all’interno dell’opificio, i militari hanno sorpreso l’uomo interno a staccare i cavi di rame da una cabina elettrica. Alla vista dei militari l’uomo si è dato alla fuga sfondando una porta che, per sua sfortuna, conduceva in un locale caldaie senza uscita. Con non poca fatica i militari sono riusciti a bloccare lo straniero ed ammanettarlo riportando piccole lesioni a causa della violenta colluttazione. L’uomo raccontava di essere in Italia da due giorni ospite di un italiano che vive a Lucrezia di Cartoceto. Raggiunta l’abitazione, i militari rinvenivano nel garage 78 kg di fili di rame già spellato frutto sicuramente di altri furti. L’italiano, seppur proprietario di un’auto grigia, si dichiarava totalmente estraneo ai fatti e giustificava la presenza dello straniero asserendo si trattasse di uno scambio di ospitalità in quanto è solito recarsi a caccia in Ucraina.

Così i carabinieri di Saltara arrestavano in flagranza di reato di V. Y., di 38 anni, per rapina impropria e lesioni aggravate e lo conducevano in carcere. Il giudice, dopo la convalida, ha disposto la misura degli arresti domiciliari presso l’abitazione dell’amico italiano dove rimarrà finché non verrà definita la sua posizione. Lo straniero era giunto in Italia a bordo di un furgone con targa ucraina completamente vuoto. È ragionevole supporre che fosse sua intenzione rientrare nella madre patria con il furgone “pieno”.

La corsa all’oro rosso

La corsa dei ladri al cosiddetto «oro rosso» ha assunto negli ultimi anni numeri preoccupanti e colpisce soprattutto le infrastrutture, vale a dire ferrovie e cavi della luce e del telefono. La ragione dell’exploit dei furti di rame è semplice: il prezzo del metallo è passato da 4,65 euro al chilo nel 2012 ai 6,82 euro nel 2013. Oggi il rame si vende a 6,45euro al chilo e i furti di cavi sono diventati una costante su tutto il territorio. L’«oro rosso», infatti, ha un’area di esportazione molto vasta che va dall’Est Europa a India e Cina: la filiera clandestina prevede che il metallo venga rubato, comprato e immediatamente fuso dai grossisti e poi trasformato in barre per essere rivenduto.