Siccità, il consigliere regionale Bisonni: “Si sospenda la caccia nelle Marche”

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Oggi a palazzo delle Marche la conferenza stampa del Consigliere regionale Bisonni per dire “No” all’apertura della caccia dopo la grave siccità che ha colpito le Marche. Presenti la maggior parte delle associazioni ambientaliste della regione

La grave siccità unitamente agli incendi che hanno colpito la nostra regione oltre alle gravi conseguenze per l’agricoltura e l’ambiente, stanno mettendo in serio pericolo anche la sopravvivenza stessa degli animali selvatici. Un tema questo affrontato, oggi a Palazzo delle Marche, nel corso di una conferenza stampa che il Consigliere regionale Sandro Bisonni, ha organizzato proprio per evidenziare queste criticità. Presenti alla conferenza stampa, oltre alla Senatrice Serenella Fuckia e al Presidente dei Verdi Marche, Gianluca Carrabs, i rappresentanti di Legambiente Marche, WWF Marche, Slow Food, LAC Marche, LAV Marche, OIPA, Lupus in fabula e molte altre. “Vista la gravità della situazione – ha detto Bisonni – in una fase in cui la Regione ha chiesto lo stato di calamità naturale, è logico che ci sia una attenzione particolare anche nei confronti degli animali selvatici. Per questo motivo ho presentato con urgenza una mozione affinché siano recepite le raccomandazioni dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)”. Il Consigliere ha chiesto esplicitamente di sospendere l’autorizzazione a svolgere l’addestramento ed allenamento dei cani da caccia sino al venir meno delle attuali condizioni climatiche, vietare la caccia da appostamento sino a quando continuerà il deficit idrico, prevedere un posticipo all’inizio di ottobre dell’apertura della stagione venatoria agli Anatidi e agli altri uccelli di palude, prevedere la riduzione del periodo di caccia o la limitazione del carniere consentito delle specie stanziali e conseguentemente, posticipare l’apertura della caccia nei confronti delle specie oggetto di ripopolamento, attivare specifiche iniziative di monitoraggio e prevedere il divieto di caccia nelle aree forestali incendiate per almeno due anni”. Sono convinto – ha concluso Bisonni – che anche i più strenui sostenitori della caccia riconosceranno che le misure suggerite dall’Ispra sono necessarie e urgenti. Per questi motivi ritengo che non ci possono essere contrapposizioni ma debbano essere assolutamente recepite”.