Indagine mossa nei confronti del sindaco per truffa: “Il consiglio era occasione per fare chiarezza”

Lunedì sera c’è stato il consiglio comunale richiesto dal gruppo di minoranza per dare al sindaco la possibilità di dare risposta ai tanti dubbi sollevati dalla popolazione circa l’indagine che lo riguarda: nessuna accusa, una semplice richiesta di spiegazioni a nostro avviso doverose da parte di chi rappresenta una comunità. Il sindaco ha deciso di non parlarne citando delle normative che, a suo dire, gli avrebbero impedito di farlo durante il consiglio.
Ma, ha tenuto a precisare, “avrebbe avuto una gran voglia di farlo”. Ebbene, quale migliore occasione per far chiarezza di una sala consiliare piena (cosa inusuale) di persone venute apposta per sentire delucidazioni in merito, compresi diversi amministratori di paesi limitrofi?
E non vogliamo farne una disquisizione normativa, che lasciamo agli appassionati di diritto amministrativo: ci limitiamo a ricordare che altri sindaci italiani, in situazioni analoghe, hanno ritenuto opportuno riferire al consiglio circa la propria situazione e che comunque, se proprio fosse stato impossibile parlarne in fase di consiglio, sarebbe stato sufficiente sospendere la seduta e parlarne comunque. Non comprendiamo inoltre l’atteggiamento ostile che il sindaco ha tenuto durante la propria esposizione: ad una tranquilla domanda di chiarimenti circa una vicenda nei confronti della quale, peraltro, ci siamo approcciati in maniera totalmente garantista, il primo cittadino ha risposto bollando tale richiesta come “presa in giro nei confronti della popolazione”, inveendo dapprima contro i mezzi di stampa che hanno semplicemente riportato la notizia sulla base di una nota ricevuta dalla Guardia di Finanza, e poi contro il gruppo di minoranza utilizzando un linguaggio scurrile e inappropriato, accusandolo senza ragione di “odiare il paese” ed infine negandogli la parola durante il dibattimento finale. Nello stesso consiglio Comunale, peraltro, prima che si affrontasse questo punto, il primo cittadino si è anche posto in contrasto con la scuola e con l’amministrazione Bravi. Il sindaco ha dimostrato in questa vicenda una mancanza di serenità che mal si sposa col ruolo di colui che dovrebbe tutelare gli interessi di tutta la collettività nonché i rapporti con la stessa e ci auguriamo per Sant’Angelo in Vado che in futuro si passi alle cronache per episodi più edificanti.

PROGETTO COMUNE - Gruppo Consiliare di Minoranza Sant'Angelo in Vado