Da Monteguiduccio (Montefelcino) lettera al Prefetto: non possiamo ospitare i migranti

“Non possiamo ospitare i migranti a Monteguiduccio” si legge in una lettera inviata al Prefetto di Pesaro al termine dell’incontro che il sindaco di Montefelcino Ferdinando Marchetti ha avuto con i residenti della frazione. “Alla popolazione di Monteguiduccio – prosegue – è stata comunicata l’imminente sistemazione di migranti in un’abitazione privata situata nel centro storico, addossata al campanile della chiesa. Tutti sono concordi nel rifiutare la soluzione prospettata. Il sindaco ha precisato che la decisione in materia non è dì competenza comunale, pertanto ci rivolgiamo al Prefetto che rappresenta il Governo sul territorio, per esprimere le motivazioni del nostro dissenso: Monteguiduccio è un piccolo e sperduto paese che conta poche anime, con pochi giovani e tanti anziani. Il centro storico, dove verrebbero sistemati i migranti, è sostanzialmente spopolato dal momento che i circa 400 abitanti della frazione sono disseminati nelle campagne circostanti, essendo quella di Monteguiduccio la frazione più estesa territorialmente del Comune di Montefelcino. Monteguiduccio manca completamente di qualsiasi servizio: non ci sono scuole, non c’è l’ufficio postale, non ci sono realtà artigianali o industriali, il medico presta ambulatorio solo saltuariamente, non ci sono servizi di trasporto pubblico escluse due corse giornaliere per studenti, le strade che portano al paese sono dissestate e dimenticate da anni, il 118 chiamato in emergenza arriva con enorme ritardo dovuto alle condizioni delle strade e al pessimo collegamento con i presidi sanitari circostanti, manca qualsiasi servizio di ordine pubblico. Alla luce di queste motivazioni, non riteniamo il paese di Monteguiduccio idoneo ad accogliere alcun migrante. Non riteniamo opportuno aggiungere ai disagi che la popolazione già vive, per l’isolamento e la totale assenza di manutenzione pubblica del suo territorio, un altro disagio, quale sarebbe inevitabilmente quello determinato dall’accoglienza dei migranti che non avrebbero nulla di meglio da fare che girovagare per un paese deserto, dal momento che la maggior parte degli abitanti esce il mattino per recarsi al lavoro e rientra la sera”.